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M-commerce: le aziende italiane sono in ritardo

14/10/2010

M-commerce: le aziende italiane sono in ritardo

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In Italia l’87% circa della popolazione (50 milioni di persone) possiede un cellulare. Di questi il 25% (13 milioni di persone) ha un cellulare di ultima generazione. Questi pochi numeri sono sufficienti a far intravedere delle importanti prospettive di crescita del mobile commerce, ovvero delle vendite tramite dispositivo mobile. Un fenomeno, questo cominciato già da qualche tempo e che le imprese farebbero bene a monitorare: il 40% dei navigatori (circa 10 sui 25 milioni) oggi accede alla rete tramite dispositivo mobile e questa tendenza è in aumento: solo tra 2008 e 2009 la percentuale di utilizzatori del cellulare per navigare è salita del ben +29% rispetto al 2008, preferita dagli uomini (il 61%) e, più in generale, da chi appartiene alla fascia d’età compresa tra 25 e 44 anni. 

L’incremento di chi entra in rete tramite mobile lascia intravedere anche un altro fenomeno, strettamente correlato, ovvero l’aumento di chi compra, utilizzando il proprio cellulare. E non è che l’inizio del boom del mobile commerce: si stima che gli acquisti tramite dispositivi mobile nel mondo si attesteranno nel 2015 intorno ai 119 miliardi di dollari, con una crescita rispetto al 2009 (18,3 miliardi nel 2009) di quasi 7 volte. 

In Italia i prodotti più acquistati tramite telefonino sono 
• i contenuti digitali come suonerie, apps, musica, video clip (61% di chi acquista) 
• oggetti di elettronica di consumo (57%) 
• libri (42%) 
• vestiti (34%) 
• computer, laptop e correlati (31%) 
• gioielli e orologi (16%) 
• altro (15%). 

Il M-COMMERCE NEL MONDO. A dicembre 2009 per la prima volta il traffico mobile mondiale dei dati ha superato quello voce. Prima del 2014 gli utenti che accederanno da dispositivo mobile dovrebbero superare quelli da PC. Questo fenomeno è destinato a farsi sentire molto in Italia, Paese che, nel mondo, vanta la maggiore penetrazione di dispositivi smartphone (il 28% del totale dei possessori di telefoni cellulari), seguito da Spagna (23%) e USA (17%). Nel resto d’Europa gli smartphone hanno una penetrazione media del 12% rispetto al totale dei cellulari. I principali operatori leader nel mondo nel m-commerce sono Taobao del gruppo cinese Alibaba (il 4,4% del totale mondiale delle transazioni), eBay (il 3,3%) ed Amazon (1,5% delle transazioni). 

L'M-COMMERCE IN EUROPA – in termini assoluti l’Italia è il paese europeo con il maggiore utilizzo di smartphone. Il tasso di crescita nei Paesi europei dell’uso di questi dispositivi è stato maggiore nel Regno Unito (+70% rispetto al 2009), seguito da Francia (+48%), Germania (+34%) e Spagna (+27%). L’incremento registrato in Italia è stato più contenuto (+11%). In Europa si stima oltre 70 milioni di cittadini utilizzano Internet sul proprio dispositivo mobile ogni settimana (sono circa 121 milioni gli utenti della banda larga wireless) e che vi trascorrano in media 1 ora al giorno. Gli acquisti da mobile sono ancora relativamente modesti, ma hanno un grande potenziale rispetto al tradizionale e-commerce. I prodotti più acquistati sono i contenuti per i cellulari stessi come suonerie e applicazioni (12% in UK, 8% DE, 5% FR).

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