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Google: la nuova privacy per utenti e imprese

01/02/2012

E' quasi tutto pronto per il lancio della gestione unica delle politiche per la privacy GOOGLE che, come spiega l’azienda sul blog ufficiale, entrerà in vigore il prossimo primo marzo. Gli utenti dei numerosi servizi Google stanno già ricevendo comunicazioni via email perché accettino le condizioni, previo il blocco dei loro account.

Cosa cambia nella gestione della privacy? Google ha messo insieme le almeno 60 norme d‘uso prima esistenti (per altro difficili da reperire sul web) e le ha raggruppare in una sola, che sarà utilizzata per quasi tutti i prodotti di Google, come i servizi di posta elettronica di Gmail o il social network Google+. L’obiettivo di questa operazione, almeno quello dichiarato in maniera ufficiale, dovrebbe consentire una semplificazione della gestione ed una maggiore trasparenza, anche alla luce della crescente convergenza tra i vari servizi Google ed il costante interscambio di dati che ne deriva.

“Abbiamo riscritto la policy sulla privacy di Google dalla A alla Z in modo che sia più semplice e comprensibile” dice  la società in una nota. “In sintesi, vi tratteremo come un utente unico per tutti i nostri prodotti”, spiega Alma Whitten, responsabile per le questioni sulla privacy.

“Queste nuove regole riflettono i nostri sforzi per migliorare l’uso” dei servizi, ha aggiunto, sottolineando i meriti di questa nuova politica aziendale. Per gli utenti si viene a creare un regolamento unico da approvare, mentre per l’azienda di Mountain View e per le imprese in Rete significa avere a disposizione un continuo flusso di informazioni preziose ai fini delle strategie di marketing.

Una scelta che rientra nella strategia Google degli ultimi, orientata ad unificare le funzionalità di login a livello globale. Eppure c’è chi solleva qualche dubbio sulla bontà dell’iniziativa: come mai Google solo ora si preoccupa dello scambio di dati tra più siti e dell’impossibilità di esprimere un qualsiasi parere in merito?

Google aggrega e mette in correlazione molte informazioni su quanto viene ricercato online (Google motore di ricerca), su ciò di cui si parla (Gmail), su quanto guardiamo (YouTube) e sugli utenti con cui andiamo ad interagire (Google Plus).

Si tratta un numero ancora più elevato di informazioni che Google assicura non saranno vendute a terzi: “i nostri principi sulla privacy restano gli stessi. Non venderemo mai le informazioni personali e non le condivideremo senza l'autorizzazione degli utenti stessi (tranne in rare circostanze quali richieste legali valide)”.

Ma potranno essere utilizzate per migliorare le performance del proprio advertising ottenendo maggiori introiti da un quadro più preciso e profilato della propria utenza? Queste iniziative in ambito privacy di Google nascono il bene degli utenti o per massimizzare in termini monetari le proprie iniziative?

I social network concorrenti di Google non digeriscono l’utilizzo delle informazioni reperite nelle proprie pagine ad esclusivo beneficio di Google. L’integrazione di Google Plus in Search Plus Your World favorirebbe il solo Google. Per alcuni sarebbe persino un vero e proprio ostacolo nella fruizione dei contenuti online.

Da Google Italia replicano che gli utenti non saranno iscritti a Google Plus in automatico. Questa valutazione “non risponde assolutamente al vero. Il cambiamento che abbiamo annunciato non ha effetto sui servizi di Google che una persona sceglie di utilizzare. Utenti esistenti e nuovi utenti, non saranno costretto a unirsi a Google+ né qualsiasi altro servizio specifico di Google”.

La pubblicazione del regolamento unico ha incontrato il favore di Viviane Reding, vicepresidente della Commissione e commissario europeo per la giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza: "Google è stata veloce e, ancora prima che la Ue presentasse le nuove disposizioni, ha fatto il primo passo" verso un maggiore tutela della privacy.

Positivo anche il parere espresso da The Economist “se l'obiettivo di Google è quello di rendere tutto più accessibile e conciso rispetto a prima, conservandone le garanzie, sarà un grosso miglioramento rispetto allo status quo”.

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