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Famiglie italiane in ritardo su pc ed Internet

22/12/2011

La quota percentuale delle famiglie tecnologicamente avanzate sale leggermente rispetto al 2010, almeno stando ad alcuni numeri chiave contenuti nel rapporto dell’Istat ‘Cittadini e nuove tecnologie’ come - possesso di un pc salita dal 57,6% al 58,8% - accesso a Internet passato dal 52,4% al 54,5%) - connessione a banda larga dal 43,4% al 45,8%).

Naturalmente si tratta di percentuali che riguardano l’intera popolazione. Il livello tecnologico varia in base a diverse variabili, come composizione del nucleo familiare, età degli stessi membri, professione ecc.

 

COMPOSIZIONE NUCLEO FAMILIARE - Se in famiglia vi è almeno 1 minorenne il livello tecnologico sale: l'84,4% ha un pc, il 78,9% ha accesso a Internet e il 68% utilizza per questo una connessione a banda larga. Al contrario, le famiglie composte, da soli anziani over65, la dotazione tecnologica diventa molto più bassa. Nel 2011 il 52,2% della popolazione di 3 anni e più utilizza il pc e il 51,5% della popolazione di 6 anni e più naviga su Internet. Rispetto al 2010 l'utilizzo del pc è cresciuto di 1,2 punti percentuali e quello di Internet di 2,6, confermando così il trend crescente che continua ormai dal 2008.

 

DIFFERENZE TERRITORIALI – in Italia tra il 2010 e il 2011 il divario tecnologico non ha subito grandi variazioni. Nel Centro-nord Italia le famiglie che hanno un accesso a Internet sono oltre il 56%, mentre circa il 49% dispone di una connessione a banda larga. Nel Sud Italia, invece, questi valori sono pari, rispettivamente, al 48,6% e al 37,5%.

 

DIFFERENZE DI GENERE - si stanno progressivamente attenuando. Nel 2005 le donne che navigavano erano il 26,9%, nel 2011 hanno ormai raggiunto quota 46,7%. Per gli uomini le percentuali sono rispettivamente del 37,1% (nel 2005) e del 56,6% (nel 2011). Fino ai 34 anni le differenze di genere sono molto contenute e tra i ragazzi di 11 e 19 anni si registra il "sorpasso" femminile. DIFFERENZE SOCIALI - la disponibilità di pc, di un accesso a Internet e di una connessione a banda larga, cambia parecchio in base all’attività lavorativa del capofamiglia, se cioè operaio, dirigente, imprenditore o libero professionista ed è di circa 24 punti percentuali a favore di questi ultimi. Nell'ultimo anno le differenze sociali sono rimaste sostanzialmente stabili, anche se gli operai hanno fatto registrare incrementi percentuali leggermente superiori a quelli riscontrati tra dirigenti, imprenditori, liberi professionisti, e direttivi e quadri.

 

L’USO DI INTERNET - negli ultimi 3 mesi gli internauti hanno usato il web prevalentemente per spedire o ricevere e-mail (80,7%) e cercare informazioni su merci e servizi (68,2%). E’ aumentato del 7% chi usa Internet per leggere news o giornali online, del 5,4% chi per informarsi su merci e servizi e del 5% per avere informazioni sanitarie. Inoltre il 26,3% degli individui di 14 anni e più che hanno usato Internet nei 12 mesi precedenti l’indagine Istat ha ordinato e/o comprato merci e/o servizi per uso privato, soprattutto per spese per viaggi e soggiorni e pernottamenti per vacanza. Rimane stabile la quota di persone di 14 anni e più che hanno utilizzato Internet per ottenere informazioni dai siti della Pubblica Amministrazione, con un lieve calo percentuale spiegato dalla crescita di utilizzatori di internet per altri motivi. Il 94,2% delle persone di 6 anni e più che utilizzano Internet sa usare un motore di ricerca, l’83,1% sa spedire e-mail con allegati.

I SOCIAL NETWORK - nel 2011 secondo l’Istat il 48,1% degli utenti internet crea un profilo utente, invia messaggi o altro su Facebook, Twitter. E la quota sale al oltre il 76% per i ragazzi di 15-24 anni.

CHI NON USA INTERNET - il 41,7% delle famiglie dichiara di non possedere l'accesso a Internet perché non ha le competenze per utilizzarlo, non è utile e interessante (il 26,7%), ha accesso da un altro luogo (il 12,7%), considera costosi gli strumenti necessari per connettersi (l'8,5% ) e per l’eccessivo costo del collegamento (il 9,2%).

IL RAFFRONTO CON L’EUROPA - per comprendere il livello effettivamente raggiunto dal nostro Paese è necessario compiere un’analisi comparata con gli altri Paesi. I dati esistenti (fonte: indagine comunitaria sulla diffusione delle ICT presso le famiglie e gli individui, realizzata dagli istituti di statistica dei paesi membri dell’Unione europea) dicono che l’Italia è indietro. In Europa mediamente il 73% delle famiglie europee con almeno un componente tra i 16 e i 74 anni possiede un accesso, con punte di eccellenza in Olanda, Lussemburgo, Svezia e Danimarca dove si è raggiunto un livello prossimo alla saturazione. L’Italia è solo 22 esima in classifica, con una percentuale del 62%, la stessa raggiunta Lituania. Confrontando l’Italia con Paesi Europei che hanno un ritardo analogo a quello italiano in termini di diffusione della rete il quadro non migliora molto. La Spagna che nel 2010 presentava la stessa quota di accesso a Internet da casa (59%), nel 2011 ha registrato un incremento del 5%, contro il 3% italiano.
Anche in termini di quota di famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 74 anni che possiede un accesso a Internet da casa mediante banda larga l’Italia è fanalino di coda. Il tasso di penetrazione italiano è del 52%, più prossimo a Slovacchia (55%) e Cipro (56%), che alla media europea (68%) e ai paesi più avanzati come Svezia, Danimarca, Olanda e Finlandia dove il tasso di penetrazione è superiore all’80%. Anche in questo caso soffermandosi sui paesi meno perfomanti si nota che la crescita italiana nel 2011 rispetto al 2010 è stata più lenta rispetto agli altri paesi agli ultimi posti della graduatoria.

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