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Finanziare le idee tramite il web ed il crowdfunding

25/08/2011

Uno dei primi esempi di successo del reperimento dei fondi online proviene dagli Usa: Barack Obama, infatti, ha pagato buona parte della sua campagna elettorale con donazioni online da parte dei suoi sostenitori. In Europa, il Louvre è riuscito persino a comprare il capolavoro rinascimentale de “Le tre grazie” di Cranach raccogliendo soldi online. E sono tante le band musicali che oggi cercano di sfondare utilizzando fondi raccolti proprio attraverso internet.

Sono risultati resi possibili grazie al crowd funding, il processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizzano il proprio denaro in comune per supportare gli sforzi di persone ed organizzazioni. Questo meccanismo prevede il finanziamento dal basso che coinvolge persone e risorse e si può riferire a processi di qualsiasi genere, dall'aiuto in occasione di tragedie umanitarie, al supporto all'arte, al giornalismo partecipativo, fino all'imprenditoria innovativa e alla ricerca scientifica.

Secondo l’Economist le iniziative finanziate dalla rete sono ormai circa 1600. Un numero rilevante che ha fatto lievitare, nel giro di pochi anni, il numero di piattaforme di crowdfunding esistenti, come quelle generaliste Indiegogo, e Kiskstarter e le settoriali PledgeMusic (progetti musicali) Quirkyrivolta (progetti di design), CatWalkGenius (progetti di stilisti).

Ma come funzionano queste piattaforme? Eppela, ad esempio, è una piattaforma recentemente nata, che raccoglie progetti in abito Public & Noprofit, Art & Entertainment, Lifestyle & Technology e li sottopone al parere degli utenti. “L’unico principio è la meritocrazia” è scritto sul sito. “Le persone che finanziano non sono quindi condizionate, ma libere di scegliere ciò che le soddisfa davvero.” L’utente propone un progetto agli web users, ne indica il budget ed una data di scadenza entro cui terminare la raccolta delle donazioni. Se la scadenza arriva senza aver raggiunto il budget minimo, questo viene chiuso. In caso contrario, la raccolta prosegue fino alla data di scadenza.

Per stimolare la raccolta è persino possibile proporre un baratto tra chi lancia il progetto e chi lo accoglie favorevolmente: vi sono esempi di musicisti che promettono vantaggi esclusivi a chi finanzia l’uscita ad esempio di un album o un singolo. A fronte di una donazione offrono ad esempio copie gratuite degli album che si è contribuito a finanziare, cd autografati e, persino, concerti personalizzati, in caso di elargizioni più cospicue.

Il crowdfuning rappresenta un’alternativa molto valida anche in Italia, dove il mercato delle idee è spesso stagnante e la meritocrazia non sempre costituisce un fattore premiante di un progetto o un’idea. Nicola Lencioni, AD di Eppela racconta “come creativo, vivo spesso per esperienza diretta o indiretta di amici e colleghi, la frustrazione che nasce quando si sa di avere una buona idea, ma ci si scontra con le dinamiche di istituzioni, banche e grandi aziende che preferiscono investire sul futuro e poco hanno a disposizione per condividere il rischio con talenti sconosciuti e in fase di start up”. Ed Eppela, a sua volta, è anche un esempio di successo raggiunto grazie al crowdfunding: lo sviluppo della piattaforma è stato reso possibile grazie alla raccolta realizzata nell’arco di soli 30 giorni dai creatori del sito che sono riusciti ad ottenere, grazie alla mobilitazione degli utenti internet, sul ben 12 mila euro.

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