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Il Cloud europeo e l'impatto sull'occupazione

17/05/2011

Il Cloud europeo e l'impatto sull'occupazione

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La struttura produttiva dell’Europa potrebbe risultare radicalmente modificata nei prossimi 4-5. Si stima, infatti, che il cloud computing, entro il 2015 porterà nuovo fatturato per 763 miliardi di euro nei 5 più importanti Paesi del Vecchio Continente, ovvero Germania, Francia, Italia, Gran Bretagna e Spagna.

Questo il quadro che emerge dal Cloud Dividend Report 2011, ricerca condotta dal Centre for Economics and Business Research (Cebr), nei mesi scorsi, per conto di Emc e focalizzata su Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito e che ha preso in esame i benefici economici portati dal cloud ad ogni singola nazione distinti in 3 principali modelli di cloud, ovvero pubblico, privato ed ibrido.

In Italia il vantaggio complessivo stimato sarà pari a 151 miliardi di euro, dietro alla Germania (221) e alla Francia (163).

“Stimiamo che il maggior ritorno economico derivante dall'implementazione di progetti cloud venga registrato nella distribuzione, nel retail e nell'hospitality”, precisa Oliver Hogan, managing economist del Cebr. In questi 3 settori i servizi basati sul cloud contribuiranno a creare un valore di 233 miliardi di Euro, grazie alla positiva combinazione tra creazione e sviluppo di business e riduzione dei costi.

"Anche i servizi bancari e finanziari verranno impattati positivamente da questa evoluzione tecnologica, anche se in quantità minore in termini assoluti" prosegue Hogan.


“Soprattutto in un momento di incertezza economica
- precisa Oliver Hogan, managing economist del Cebr - come quello che stiamo vivendo, il cloud computing avrà un ruolo determinante per la crescita economica dell’intera Europa. Come importante driver per l’aumento della produttività, il cloud computing giocherà un ruolo particolarmente significativo nel garantire la competitività dell’Europa come partner commerciale sul piano internazionale, spingendo la crescita dell’export. Inoltre, grazie alla sua capacità di rendere il ritorno degli investimenti effettuati in IT in tempi rapidi, il cloud computing si rivelerà un driver importante anche per gli investimenti aziendali che, a loro volta, guideranno la crescita delle economie del vecchio continente.”

Il Cebr ritiene che il cloud computing sarà un importante driver per la crescita complessiva, la competitività e la generazione di nuovo business per l’intera Eurozona.

Anche sul fronte dell’occupazione il cloud dovrebbe avere ricadute molto positive: complessivamente si stima la creazione di 2,4 milioni di nuovi posti di lavoro nei cinque Paesi entro il 2015, comprendendo sia l’occupazione diretta che indiretta.
 
Buone notizie per l’Italia, dove i posti di lavoro dovrebbero aumentare complessivamente di 456 mila unità tra diretto ed indiretto, poco meno di Francia (469 mila), ma molto meno della Germania (789 mila).

Le opportunità di occupazione dovrebbero giungere principalmente dai settori pubblica amministrazione, education e sanità, nel quale si prevede complessivamente una disponibilità di ben 800.000 posti di lavoro.

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