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Il cloud in Italia: a che punto siamo?

17/05/2011

Il cloud in Italia: a che punto siamo?

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Nel mercato italiano, il cloud rappresenta già una realtà affermata. Una conferma giunge dalla ricerca "Cloud Computing Report 2011", la ricerca realizzata dalla società Nextvalue, presentata lo scorso 7 aprile a Milano.

La ricerca offre un quadro aggiornato del grado di adozione del cloud computing in Italia ed in Europa da parte delle aziende ed alcune indicazioni importanti circa i principali punti di forza ed ostacoli indicati dai potenziali utilizzatori finali.

Il quadro che emerge dell’Italia è positivo: il nostro Paese è sostanzialmente in linea con la media europea ed in forte crescita nel 2011.

Il campione del Report è rappresentato dalle Grandi Aziende, quelle che per prime, secondo i ricercatori della società, possono o hanno già avviato il processo di trasformazione in ambito IT. Delle 1.200 grandi imprese censite in Italia, la ricerca Nextvalue ne ha prese in esame 300, intervistando i CIO.

Alfredo Gatti, Managing Partner di Nextvalue, commenta così la crescita del cloud computing: “il 2011 sarà ricordato come l'anno del cloud computing, non solamente in Europa ma anche in Italia, dove l'adozione di tale tecnologia appare in linea con quella degli altri paesi europei. Ben il 61% dei CIO italiani dichiara infatti di aver già adottato o di avere intenzione di adottare nei prossimi 12 mesi progetti di cloud computing”.

A questi si aggiunge un ulteriore 8% che ha in mente progetti da oltre 1 milione di euro, a conferma dell’"aumento di consapevolezza dei benefici della nuvola” presegue Gatti. Oltre il 50% degli investimenti non supererà i 250mila euro. Investimenti che saranno rivolti principalmente al pagamento di canoni per sistemi email, unified communication, Crm.
 
Importanti sono i vantaggi per le piccole e medie imprese. “Il cloud computing è il più importante trend IT che abbiamo visto negli ultimi tempi - secondo Kevin Turner Coo di Microsoft Corporation - Il grosso vantaggio del cloud è che l’utente paga solo per quello che usa”.

La flessibilità di utilizzo, la possibilità di pagare secondo l’utilizzo e di ampliare le prestazioni nel tempo permette anche alle PMI di accedere a tecnologie altrimenti utilizzabili solo dalle organizzazioni più grandi. Lo sanno bene in casa Microsoft “Il potenziale del cloud in Italia è molto forte – prosegue Turner -. Analisi Idc evidenziano che la spesa annuale It relativa al cloud triplicherà nel giro di 4 anni”.

Il cloud computing può supportare le imprese più piccole a competere con le aziende di dimensioni maggiori e di accedere a servizi e tecnologie che avrebbero altrimenti costi proibitivi. Il "noleggio" dei servizi IT, al posto dell’acquisto di hardware e software, rende tali servizi più abbordabili e libera risorse aziendali economiche da utilizzare dalle PMI per compiere ulteriori investimenti.

Il tessuto imprenditoriale italiano, così ricco di PMI oggi in difficoltà nel reggere la competizione internazionale, potrebbe trovare in questo nuovo modello una nuova leva strategica di crescita e di recupero della competitività del sistema Italia.

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