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Nomi a dominio: è business anche in Italia

21/04/2011

E’ solo uno degli ultimi casi ma ben segnala l’incremento del mercato dei nomi a dominio. Si tratta dell’indirizzo internet che è associato ad ogni sito e che l’utente deve digitare per arrivarci.

A livello globale, si stima che questo mercato, cresciuto molto negli ultimi anni, vale circa 100 milioni di dollari e annualmente coinvolge circa un milione di trader che si contendono l’ampio catalogo di nomi a dominio composto da circa 100 milioni di nomi disponibili. Il segmento più rilevante, naturalmente, è quello legato al suffisso .com che rappresenta il 70% circa del mercato: ogni anno si stimano transazioni milionarie che rendono bene il senso di un business globale dalle proporzioni molto rilevanti.

Dagli anni 90 si assiste in parallelo anche alla crescita del mercato dei nomi a dominio con suffisso regionale (.de, .fr, .it). Ed è proprio in questo contesto in crescita che si inserisce la vendita del nome a dominio giochi.it, venduto per un valore di 300 mila euro.
 
“E’ la più importante vendita di questo tipo, mai realizzata in Italia, ma è anche una delle più importanti transazioni europee, ed è la prima volta che una vendita italiana entra nella graduatoria dei principali affari mondiali", commenta Piero Muscarà Ad della Nexta, la società di consulenza proprietaria del nome a dominio.

Il mercato italiano, rimasto bloccato fino al 1999, quando vi è stata la liberalizzazione che ha reso più facile l’iter di registrazione dei domini, oggi si fa via via più interessante. E si guarda con interesse a quanto accade negli Usa, mercato per certi versi pioniere in questo settore.

Negli Stati Unitiil dominio sex.com è stato venduto per un valore di 13 milioni di dollari. Un gran bel colpo, distante da quello messo a segno dalla Nexta, che indica quante potenzialità di crescita vi siano ancora.

La transazione del dominio della società italiana è stata gestita dalla Sedo, società tedesca quotata in borsa, leader delle transazioni dei domini. Dopo questo gran bel colpo alla Nexta assicurano che le attività proseguiranno ancora in questa direzione “abbiamo registrati circa 200 nomi di siti che compriamo e vendiamo, tutti legati all’intrattenimento, stiamo cercando di valorizzare quelli che vogliamo vendere e acquisiremo atri domini” confermano alla Nexta.

Il nome a dominio, insomma, diventa un elemento di sempre più business strategico, per il quale ci saranno sempre più aziende disposte a pagare per diventarne proprietari. Ed è ifondamentale per far arrivare utenti al proprio sito internet: oltre ai motori di ricerca spesso è la semplicità del nome a dominio a favorire la crescita di un sito. Basti pensare che la stessa Nexta ha raggiunto il traguardo di 2,5 milioni di utenti unici senza investire in pubblicità. Solamente con un buon nome a dominio ed i giusti contenuti, aspetti spesso trascurati che possono fare la differenza.

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