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Un nuovo modello IT: il cloud computing

17/05/2011

Il cloud computing secondo la definizione data dallo statunitense NIST, il National Institute of Standards Technology, consiste in “un modello (architetturale) che abilita l’accesso on demand tramite la rete ad un pool condiviso di risorse di elaborazione configurabili come reti, server, storage, applicazioni e servizi che possono essere erogate e liberate in modo rapido con contenuti e attività di gestione.”

Detto più semplicemente questo sistema permette alle aziende di utilizzare prodotti e servizi, che un tempo risiedevano su pc o server aziendali, in modalità web based.

La scelta del cloud computing rappresenta un cambio tecnologico sostanziale che permette alle aziende di accedere a software e servizi che viaggiano esclusivamente via web e che possono essere fruiti rivolgendosi a società esterne. I costi che si sostengono riguardano la locazione, non più, come in passato, l’acquisto di hardware e software che venivano ospitati materialmente presso la propria sede aziendale (es. server aziendali).

Oggi del cloud si conoscono 3 principali declinazioni
• SAAS (software as a service): prevede l’esecuzione di un o più programmi singoli. E’ stato il segmento sul quale si sono inizialmente concentrati i principali ricavi
• PAAS (platform as a service): consiste nell’esecuzione in remoto di una piattaforma software. E’ il segmento che potrebbe registrare una grande espansione.
• IASS (Infracstructure as a service): l’intera rete è commissionata all’esterno.
 
Rispetto ad altri trend che hanno investito il comparto IT, come client server, dotcom, Web 2.0, il cloud computing è un fenomeno che si differenzia perché non è una tecnologia, ma un approccio che impatti diretti sul business e sugli economics IT. Grazie alla flessibilità e competitività intrinseche al cloud, le aziende ottengono vantaggi significativi in termini di time to market e di flessibilità organizzativa ed elaborativa.

“Oltre a sfruttare opportunità di creazione di nuovo business – spiega Rainer Erlat, Presidente EMEA di EMC - grazie al cloud computing le aziende possono anche ridurre i loro costi in maniera sostanziale".
 
L’adozione di un modello pay-per-use comporta la riduzione sia dei costi legati al capitale sia di quelli operativi, un ROI più veloce e la possibilità di ridistribuire le risorse in maniera efficacia. Questi risparmi possono poi essere reinvestiti, incoraggiando l’innovazione, stimolando la competitività e migliorando direttamente la profittabilità, il tutto con un impatto misurabile e concreto sull’economia di una nazione.

La scalibilità che il cloud computing assicura, sposa le esigenze delle imprese di sostenere investimenti iniziali contenuti e di adeguare nel tempo le risorse IT al fabbisogno aziendale. Adattare velocemente il proprio modello di business alle condizione di mercato rappresenta una leva competitiva essenziale per le imprese, cui offre soluzioni più efficienti, flessibili e meno complesse, rispetto al passato.

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