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Un colosso chiamato Poste Italiane

22/03/2006

14 mila uffici dislocati in tutta Italiane e 151 mila dipendenti. Questa la realtà consolidata di Poste Italiane che movimenta ogni giorno 20 milioni di oggetti postali, lettere e pacchi. Numeri importanti per un’azienda che si è recentemente rifatta il look e ampliato la gamma di servizi ai clienti (es. servizi finanziari, vendita di prodotti postali come le scatole per le spedizioni, vendita al dettaglio di cancelleria, hardware servizi di email marketing, invii di posta non indirizzata per promuovere un’azienda, ecc.).

Un cambiamento che l’azienda sta attraversando con esiti altalenanti. Perché i disservizi storici delle Poste Italiane, continuano e i consumatori continuano ad essere insoddisfatti. Nel solo 2005 si sono registrati oltre tremila reclami (fonte: Codacons): 2550 a causa di ritardi, 500 per smarrimento di una lettera/pacco, 20 probabili furti o danneggiamenti. Le contestazioni provengono più dal Nord Italia (45%) che dal Centro (30%) e dal Mezzogiorno d’Italia (25%). In risposta alle proteste dei consumatori, la Codacons ha compiuto un test in tutt’Italia di cui lo scorso 7 febbraio sono stati resi noti gli esiti. La ricerca che è stata effettuata inviando delle lettere contenenti il motto Codacons “non ingoiate il rospo” da diverse zone d’Italia, scelte a campione, alla sede centrale di Roma per verificare il rispetto dei tempi di consegna degli invii in posta ordinaria.

Poste Italiane promettono di consegnare i prodotti in posta ordinaria il terzo giorno lavorativo oltre quello di spedizione. Una promessa che non sempre viene rispettata: il peggior risultato si è registrato a Follonica (Gr), dove la consegna è avvenuta in 13 giorni (9 in più rispetto ai 4 giorni promessi da Poste Italiane). Pessimi i risultati anche per Aosta (+7 gg.), Fisciano (4 gg.), Este (3 gg.) e Barletta (2 gg.).

Per i servizi di posta prioritaria, che ha l’obiettivo di consegnare la posta in 1 giorno lavorativo, la maglia nera spetta alla città di Bari. Dal capoluogo pugliese alla capitale la lettera ha impiegato 6 giorni, 4 in più rispetto ai tempi previsti.

E i tempi di consegna non costituiscono la sola ragione di contestazione. In molti casi i pacchi con prodotti di valore non vengono recapitati o arrivano al destinatario senza il contenuto di partenza. Ad essere soggetti a furti sono prevalentemente gli invii contenenti prodotti tecnologici (videogiochi, tv a schermo piatto, telefonini, ecc.), assegni circolari, rimborsi delle assicurazioni. Dietro queste sparizioni si cela il sospetto sempre più forte che all’interno dell’azienda esistano ancora troppe zone d’ombra. L’azienda si difende sostenendo che i controlli sul personale sono cresciuti e che l’impegno in questa direzione è cresciuto negli ultimi anni producendo dei risultati visibili. “Nel 2005 i reclami - sostiene Massimo Sarmi, Amministratore Delegato di Poste Italiane, - si è ridotto sensibilmente. Sul fronte tariffe, invece, è vero che i costi di Poste Italiane sono più alti che nel Regno Unito, ma i servizi di posta ordinaria e prioritaria da noi sono sotto la media Europea. Siamo all’undicesimo posto, appena davanti a Francia e Belgio, nonostante il territorio italiano non aiuti ad avere costi bassi.”

Ma le parole dell’Ingegnere non convincono il popolo degli insoddisfatti di Poste Italiane. I danni che un disservizio postale può causare può avere ripercussioni molto pesanti. Basti pensare al caso reso noto dalla trasmissione televisiva “Mi manda Raitre”: una ragazza sarda non ha ricevuto un’importante borsa di studio perché la raccomandata a lei diretta è rimasta parcheggiata per un mese intero nell’ufficio postale di Maracalogonis. A Chiavari un malato in attesa di trapianto ha rischiato di mancare il suo appuntamento con la vita a causa di un ritardo di Posta Celere.

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