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Temporary Management, competenza e know-how a tempo o a obiettivo

06/10/2008

Temporary Management, competenza e know-how a tempo o a obiettivo

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Momenti economici, come quello attuale (stallo o recessione) portano tra le tante conseguenze anche la revisione dei modelli organizzativi, attraverso l’introduzione di nuove competenze in azienda che possano gestire o accelerare il processo di cambiamento. La competenza in azienda è una necessità avvertita in maniera forte oggi non più soltanto dalle grandi realtà imprenditoriali, ma anche dalle aziende più piccole. Per molte PMI, che cercano una soluzione di compromesso tra il bisogno domanda di managerialità e le barriere legate all’assunzione di nuovo personale il temporary o forecast management rappresenta un’opportunità interessante. Il temporary manager o il forecast sono figure che hanno le seguenti caratteristiche:
- hanno un profilo di capacità (saper fare) e competenze (saper essere) senior
- liberano l’impresa da oneri contributivi o liquidazioni faraoniche
- concordano la durata della propria collaborazione ad inizio attività
- operano per obiettivi
- in genere condividono con l’azienda il rischio imprenditoriale, legando il proprio compenso ai risultati.

Queste formule di gestione aziendale funzionano al meglio, però, solo dove il manager riceve le giuste deleghe e poteri, in modo da poterla conoscere a fondo, analizzandone i punti di forza e di debolezza, le logiche dominanti e proporre possibili soluzioni alle problematiche rilevate. Oltre a suggerire e consigliare, deve anche essere in grado di agire e di sostituirsi per brevi periodi al vertice aziendale per impostare una strategia coerente con l’impresa e con gli obiettivi del suo intervento (è questa la differenza sostanziale con la consulenza tradizionale). Perché questo tipo di operazioni abbiano successo è necessario qualche accorgimento:
- l’imprenditore deve riconoscere deleghe operative e di carattere decisionale. E’ bene definire da subito gli obiettivi e i dettagli della delega per evitare sovrapposizioni in ambito decisionale
- l’imprenditore deve legittimare il manager, indirizzando a lui tutte le persone che solitamente hanno a che fare con i vertici
- deve incontrare i vertici e spiegare loro che il suo intervento è finalizzato alla crescita aziendale e non intende indebolire i loro poteri. Questo approccio consentirà di creare uno spirito collaborativo importante per la buona riuscita del progetto
- a tutti deve esser chiaro cosa fa il manager
- l’imprenditore e il Manager devono condividere gli obiettivi dell’intervento in modo da essere ben allineati sulle aree e attività che saranno compiute
- il contesto organizzativo deve essere collaborativo e non deve cercare di preservare poteri e ruoli per personale palesemente non competente. L’azienda deve essere trasparente nei confronti del manager e mettere a disposizione le sue risorse e materiali per compiere un’analisi approfondita del contesto nel quale andrà ad operare.

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