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Mercati internazionali, questione di competenze

24/02/2007

L’internazionalizzazione d’impresa costituisce oggi un obiettivo spesso menzionato nelle strategie aziendali. La sensazione è però che quest'area aziendale sia ancora tutta da studiare ed implementare.

A parte i grandi gruppi imprenditoriali, molti dei quali oltre alle relazioni di business con l’estero stanno scegliendo sempre più di spostare i propri impianti produttivi verso aree con meno vincoli normativi e costi inferiori, tutte le altre imprese guardano al mondo dell’internazionalizzazione d’impresa con molta fiducia, ma probabilmente, senza le dovute attenzioni.

Sono infatti numerosi gli imprenditori che pensano di internazionalizzare la propria impresa inserendo nel proprio organico una risorsa dedicata selezionata, il più delle volte, sulla base di un unico requisito, la padronanza di una lingua straniera.

Ma è sufficiente la conoscenza linguistica per aggredire un nuovo mercato o per tener testa agli aggressivi competitors dei mercati emergenti? Sicuramente le competenze indispensabili per affrontare i mercati internazionali sono molte di più e tra loro molto diverse. La padronanza di almeno una lingua straniera, meglio la lingua ufficiale dei Paesi/mercati con i quali si intende fare affari, è importante. Ma va affiancata ad altri elementi come: Project Management, Marketing internazionale, Studi di Fattibilità e Business Planning, Customer Relationship Management specifico per commercio estero, Innovazione (vendite on line, ecc.), Fisco e Finanza (iva intracomunitaria, procedure doganali, pagamenti internazionali, pax planning, controllo di gestione e rischio cambio, finanziamenti all'export e all’impresa, assicurazione dei crediti all'export e rischio paese), Logistica (Trasporti internazionali) - Legale (marchi, brevetti e trasferimento know-how, normativa per gli appalti internazionali, contrattualistica internazionale).

La globalizzazione dei mercati e l'esponenziale crescita economica di alcuni Paesi richiedono figure professionali dotate di molteplici competenze tecnico-scientifiche e manageriali, che sappiano operare in tutti i mercati (emergenti e non), avviare e sviluppare processo di internazionalizzazione ad hoc.

Ancora oggi c’è chi pensa che trasporti o dogana siano elementi meno importanti rispetto, ad esempio, al marketing; chi si occupa di marketing e snobba altre “competenze” probabilmente non conosce bene il suo lavoro. E soprattutto non bisogna mai dimenticarsi di analizzare i risultati qualunque essi siano. Un manager attento deve sempre chiedersi il perché le cose siano andate in un certo modo, deve indagare e risalire alle ragioni che hanno determinato gli esiti raggiunti. Un altro aspetto che va considerato è l’aggiornamento costante delle competenze. Ecco perché è sempre utile prevedere per le risorse interne dell’area export percorsi formativi coerenti ed in linea con i nuovi scenari dell'economia globale, che trasferiscano alle risorse i mezzi e gli strumenti per prestazioni nuove, differenziate e già legate al futuro.

Un buon corso di formazione deve saper spiegare tutti gli aspetti di un processo di internazionalizzazione, senza tralasciare i più tecnici e burocratici come le procedure doganali. Perché ogni elemento noto all’occorrenza può trasformarsi in un vantaggio competitivo. Ridurre ad un aspetto “burocratico” una variabile, significa non capire a fondo l'utilità delle competenze.

Soffermiamoci ad esempio sul concetto della valorizzazione delle competenze. Pensiamo al mercato cinese e alle difficoltà di approccio con quel mercato. Se un manager di area export conosce e possiede le competenze del commercio estero oppure sa dove andare ad approvvigionarsi di queste competenze (per esempio dove trovare un ottimo studio di diritto e contrattualistica internazionale, perchè non tutti gli avvocati sono in grado di fare contratti con l'export) sa affrontare non solo la Cina ma qualsiasi mercato anche piccolo, riuscendo a vendere meglio. Imparare a conoscere e attribuire al commercio estero la giusta importanza significa compiere un primo passo per semplificare l'avventura sui mercati internazionali di un'impresa.

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