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Le principali minacce per il comparto del mobile imbottito italiano

19/06/2007

Le principali minacce per il comparto del mobile imbottito italiano

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Nonostante la ripresa in corso, il settore sembra mantenere ancora inalterate quelle caratteristiche strutturali che costituiscono un elemento di debolezza costante che, associati a fattori esterni più o meno imprevedibili, possono costituire una seria minaccia per il comparto.

FATTORI DI DEBOLEZZA STRUTTURALE
- mercato del lavoro rigido;
- elevati costi dell’energia;
- difficoltà di accesso al credito e alla finanza agevolata e poca informatizzazione e scarsa attrattività dei capitali esteri;
- carenza delle infrastrutture (es. per la logistica e la distribuzione delle merci);
- politiche di formazione e qualificazione delle risorse umane;
- scarsa ricerca ed innovazione;
- elevata pressione fiscale;
- struttura produttiva frammentata caratterizzata dalla presenza di piccole e medie imprese;
- gestione familiare
- mancanza di management incapace di elaborare strategie di largo respiro e a sostenere processi di crescita dimensionale e ridotta propensione ad aprire l’azienda a competenze manageriali specialistiche;
- scarsa sensibilità verso il cambiamento;
- mancanza di un marchio identificativo del prodotto;
- mancanza di un’azione di sistema tra gli attori principali (ogni azienda rende visibili solo i propri prodotti);
- cooperazione verticale di sviluppo che avviene nell’ambito del processo produttivo (principalmente con l’obiettivo di facilitare la risoluzioni di controversie contrattuali, di adottare linguaggi tecnici e di uniformare la qualità dei materiali impiegati e di coordinare il processo produttivo) più che nelle fasi complementari (quelle innovative di generazione o rigenerazione di nuovi prodotti);
- scarso coordinamento strategico tra le imprese della filiera.

FATTORI ESTERNI:
- contrazione della propensione al consumo delle famiglie;
- instabilità della domanda estera soprattutto statunitense che aveva fatto decollare il distretto;
- emergere di nuovi competitori sulle fasce di produzione medio basse che competono sul prezzo;
- perdita di competitività di costo dovuto all’incremento del costo delle materie prime (pelle).

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