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La vendita dei prodotti di salute e bellezza: i canali consentiti dalla legge

11/11/2008

La vendita dei prodotti di salute e bellezza: i canali consentiti dalla legge

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Fino al 2007 la vendita di farmaci e parafarmaci era consentita solo attraverso il canale delle farmacie. La legge 362/1991 regolamentava l’apertura delle farmacie, stabilendo che ne venga aperta una ogni 4.000 abitanti nei comuni con più di 12.500 abitanti e una ogni 5.000 abitanti nei comuni con meno di 12.500 abitanti. Attualmente in Italia esistono 17.524 farmacie e vi è almeno una farmacia in ciascuno degli oltre 8.000 Comuni italiani.

Questa situazione è parzialmente stata modificata a seguito del provvedimento emanato dal Governo nel 2007 (legge Bersani) con la liberalizzazione della vendita dei farmaci da banco, consentendone la commercializzazione anche alla grande distribuzione organizzata (pur nel rispetto di talune regole come la presenza di un farmacista al banco di vendita). Il provvedimento di liberalizzazione ha modificato la commercializzazione dei prodotti farmaceutici, aprendolo in parte alle regole del libero mercato. A fine 2007 il Ministero delle Attività Produttive censiva 955 parafarmacie aperte (+59% vs. 2006), di cui 507 sono “esercizi di vicinato”, cioè punti vendita veri e propri, mentre 93 sono “corner” presenti in altri punti vendita, in genere della grande distribuzione. Dal punto di vista geografico, la Lombardia è la regione che vanta il maggior numero di esercizi (101 contro i 73 di fine 2006), seguita dalla Puglia.

CHI COMPRA IN FARMACIA: il 13% degli italiani ha effettuato almeno una volta negli ultimi 12 mesi l’acquisto di farmaci da banco in canali diversi dalla farmacia. La percentuale è più alta nelle regioni con una maggiore presenza di punti vendita della GDO e in presenza di un canale parafarmaceutico particolarmente dinamico. Si tratta della conseguenza più tangibile del provvedimento di liberalizzazione dei farmaci da banco. Nonostante questo, la fedeltà dei consumatori in Italia verso le farmacie tradizionali sembra essere ancora molto alta. Un recente sondaggio curato dall'AGI (Agenzia Giornalistica Italiana) ha rivelato che mentre le famiglie con redditi più alti e maggiore scolarità preferiscono compiere acquisti in un unico negozio di prodotti di varia natura, inclusi i farmaci da banco, soprattutto per assenza di tempo, il 70% delle famiglie preferisce ancora acquistare i farmaci da banco nella propria farmacia. La fiducia verso il proprio farmacista si traduce anche nella richiesta di maggiori servizi che i consumatori si augurano di poter presto trovare in questi esercizi e che oggi sono offerti da strutture ospedaliere. Non stupisce, quindi, che i prodotti di bellezza (creme antirughe, idratanti o anticellulite), vengono acquistati ancora prevalentemente in farmacia e che il mercato legato a igiene e bellezza è cresciuto in questo canale molto più che negli altri (+8,5% in farmacia nel 2007 rispetto all'anno precedente contro il +3,3% nelle profumerie e +1,1% nei supermercati) secondo le ultime rilevazioni effettuate Consumer Health di Ims (compagnia specializzata in rilevazioni di mercato legate alla salute).

I prodotti che 'tirano' di più in farmacia, complici le invitanti vetrine affollate di cartelli pubblicitari, sono quelli legati all'igiene del corpo e del cavo orale (il 36% dei consumi nel triennio 2005-2007), seguiti dai trattamenti per il corpo (17,8%) e per il viso (16,2%). In ordine decrescente vengono poi i prodotti per bambini (9,4%) e quelli per capelli (8,5%), labbra (5,1%) e mani (2,7%). Poco attraenti risultano, invece, rossetti e fondotinta per il make-up (le profumerie restano il canale di vendita per eccellenza).

Da un'indagine condotta su oltre 6.000 cittadini dalla società Added Value, infatti, risulta che gli italiani nella loro ideale farmacia vorrebbero poter:
- il 52% eseguire le analisi del sangue, per il controllo, ad esempio, di colesterolo e glicemia;
- il 37% effettuare la prenotazione di esami e visite specialistiche;
- il 26% trovare un infermiere per le iniezioni;
- il 24% reperire piccole medicazioni di pronto soccorso;
- il 21% richiedere un servizio di consegna dei farmaci a domicilio;
- il 19% partecipare ad incontri informativi organizzati dalla farmacia con medici specialisti.

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