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L’acqua: da bene primario a business

18/11/2010

Da bene primario, l’acqua si sta trasformando sempre più in un grande business. Lo sanno bene là dove vi è carenza di questa risorsa primaria, indispensabile per la vita e si prefigurano o si combattono già delle guerre per accaparrarsi il controllo delle risorse idriche.

Allo stato in cui siamo, esiste una situazione in cui la domanda cresce di continuo, soprattutto nei paesi più avanzati, per effetto anche dell'uso poco razionale di questa preziosa risorsa. Al contrario, l'offerta resta sostanzialmente stabile, anzi in calo per effetto dall’inquinamento e di un prelievo crescente.

Solo nel ventesimo secolo, i consumi di acqua sono cresciuti di 9 volte, mentre nel periodo compreso tra il 1980 ed il 2004 la quantità di acqua disponibile è scesa del -40%. Il bilancio idrico resterà negativo anche negli anni a venire: nel 2025 la dote pro capite sarà di 1/3 inferiore a quella disponibile nel 1950.

I consumi in Italia hanno continuato a crescere dagli anni 80 fino ai nostri giorni, anche se nell’ultimo periodo  si è registrato un rallentamento, che per certi versi è anche fisiologico. Per far fronte ad un fabbisogno crescente di acqua è fondamentale contenere al massimo gli sprechi, nelle attività produttive come anche nella vita di tutti i giorni. Scelte più oculate, soprattutto in agricoltura, che da sola assorbe il 70% dei consumi idrici mondiali, come la riduzione di colture che necessitano di abbondanti quantità di acqua, possono impattare molto positivamente sulla disponibilità di acqua. Lo stesso può dirsi se, nella vita quotidiana, si adottano azioni che si ispirano ad un uso più razionale dell’acqua.

Basti pensare che ogni volta che azioniamo lo sciacquone del water utilizziamo circa 10 litri di acqua e facendo un bagno circa 150 litri. Basterebbe, ad esempio, una manopola di dosaggio per lo sciacquone o acquistare elettrodomestici nuovi che consento di ridurre di parecchio il consumo di acqua nel ciclo di funzionamento.

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