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Italia, come cambia il management in tempo di crisi

14/05/2009

Chi è più bravo potrà superare prima e, forse, più facilmente la crisi. Ma cosa rende unì’impresa più “brava” di altre? Sicuramente la qualità delle risorse umane che intervengono a tutti i livelli: un ruolo fondamentale è giocato dal management che oggi è chiamato a ripensare e rivedere i metodi tradizionali di gestione direzione aziendale. E’ presumibile che la crisi cambi in maniera rilevante le imprese, imponendo modelli nuovi.

L’impatto della crisi sul management aziendale è uno degli aspetti su cui si è soffermato il Censis nell’ambito della ricerca “La metamorfosi dell’organizzazione aziendale”. La difficile congiuntura, ha rilevato il Censis, in molti casi sta accelerando processi di ristrutturazione e riorganizzazione e determinando 2 evidenti cambiamenti in ambito manageriale.

1. MAGGIORE ATTENZIONE AGLI ASSET IMMATERIALI: un’organizzazione moderna attribuisce grande valore alle risorse tangibili ed intangibili per potenziale la propria competitività ed efficienza. Tra gli asset intangibili che un’impresa ha a sua disposizione vi sono anche le persone, vero patrimonio o “capitale” che oggi richiedono una gestione moderna, più orientata a garantire benessere sul posto di lavoro e clima collaborativo tra i dipendenti, nelle grandi come anche nelle piccole realtà produttive. E’ quindi importante che il management aziendale sappia selezionare con azioni mirate di recruitment i talenti presenti sul mercati, risorse dotate di know-how, competenza e caratteristiche specifiche. I fattori che generalmente sono presi in esame per stilare le classifiche del miglior posto di lavoro, sono le relazioni, la fiducia fra manager e dipendenti, la cultura aziendale, ecc. Aspetti che rendono un’azienda ideale e competitiva nell'attrazione delle risorse più qualificate e che diventa un luogo stimolante e a maggiore produttività per le persone che ne fanno parte. E’ quindi fondamentale oggi per chi dirige un’azienda garantire ai collaboratori un’alta qualità dell'ambiente lavorativo (anche attraverso la sua continua verifica con analisi e indagini specifiche), delle relazioni fra dipendenti e fra dipendenti e azienda che possono rappresentare punti di forza per un’azienda, soprattutto nelle situazioni di stress. E’ importante, ad esempio, che un’azienda favorisca l’integrazione tra i dipendenti, ad esempio attraverso la creazione di reti aziendali dedicate e condivisione delle conoscenze tra le diverse aree. La qualità dell’ambiente di lavoro può anche crescere grazie ad interventi che esulano dalla vita professionale ma che possono avere su di essa una ricaduta positiva: è il caso ad esempio di azioni che hanno a che fare con il tempo libero, la cura della salute, la conciliazione della vita professionale con quella familiare. Rientra nella valorizzazione degli asset immateriali anche la crescita di interesse per il brand. Un’impresa dotata di un brand forte può vantare una maggiore riconoscibilità sul mercato interno ed estero che si traduce in una percezione positiva da parte dei diversi segmenti di domanda e degli stakeholders ed in una maggiore preferenza negli acquisti da parte dei consumatori. Porre attenzione al marchio significa investire continuamente in azioni che contribuiscono a migliorare l’immagine aziendale: rientrano in queste politiche i programmi che valorizzano i comportamenti etici dell’azienda nei processi produttivi (es. contro lo sfruttamento del lavoro minorile) e distributivi, la diffusione del bilancio sociale (nell’ambito della responsabilità sociale delle imprese), il rispetto del territorio (impegno ambientale) in cui sono localizzate le aziende.

2. SEMPLIFICAZIONE DELLE PROCEDURE: il secondo grande cambiamento rilevato dal Censis nel management italiano è la tendenza a rivedere e semplificare i processi decisionali e la trasmissione degli obiettivi in senso verticale e orizzontale. Questo approccio più “semplice” ed essenziale garantisce alle imprese tempi rapidi di risposta alle richieste del mercato, ma richiede un impegno per trovare il giusto mix fra gerarchia e autonomia, fra imprenditori e manager, tra proprietà e gestione dell'azienda.

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