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I mercati esteri per le auto italiane

18/06/2007

I mercati esteri per le auto italiane

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Secondo gli ultimi dati statistici resi noti, nel 2006 l’andamento dei mercati motoristicamente avanzati non è stato particolarmente positivo. Le vendite sono calate negli Stati Uniti e in Giappone, mentre in Europa si attestano sui livelli del 2005. Tra i grandi mercati nazionali avanzati quello italiano conserva una dinamica modesta, ma positiva.

Crescono invece a ritmi serrati le vendite e la produzione di auto provenienti da paesi solo di recente pervenuti ad un ruolo di primo piano sulla scena automobilistica mondiale. E’ il caso ad esempio dei paesi del BRIC (Brasile, Russia, India e Cina), un acronimo che accomuna 4 realtà molto differenti dal punto di vista geografico, culturale e politico. Paesi che presentano situazioni di sviluppo attuale e potenziale di grande interesse, stati che si pensa potranno rivoluzionare in campo automobilistico e non solo, le politiche produttive e di mercato.

BRASILE - da molti anni è ritenuto un paese molto interessante per l’automobile, ma il suo mercato non è ancora pienamente decollato. Negli ultimi anni, agli storici insediamenti produttivi di Fiat, Volkswagen, Ford e GM si sono aggiunte iniziative francesi e giapponesi. Nel 2003 è stata varata una politica che ha puntato soprattutto sull’export per dare uno sbocco all’eccesso di capacità produttiva di cui il paese dispone.
Con l’apprezzamento della moneta brasiliana le opportunità sui mercati esteri dei prodotti brasiliani stanno però ora subendo un ridimensionamento, ma l’attenzione è puntata sul mercato interno che si ritiene possa avere forti tassi di sviluppo soprattutto attraverso auto di piccole dimensioni che beneficiano anche di agevolazioni fiscali. Il Brasile è, inoltre, particolarmente interessante perché si sta rivelando un laboratorio molto importante per verificare le potenzialità dei biocarburanti in aggiunta o in sostituzione di quelli tradizionali. Per la capacità produttiva installata, per il suo potenziale mercato interno, per la possibilità di esportare soprattutto verso il Messico, l’Argentina e il resto del Sud America, il Brasile è oggi un paese chiave per l’automobile.

RUSSIA - il settore dell’auto è uno dei più dinamici dell’economia in un paese in cui si prevede che, tra il 2005 e il 2010, le risorse disponibili delle famiglie raddoppieranno. Le vendite di auto sono in forte crescita con una componente molto rilevante di vetture importate sia nuove che usate, anche di elevata qualità. Lo sviluppo del mercato appare fortemente agevolato anche dalla crescita del credito al consumo. La Russia è oggi un paese di grande interesse per tutte le Case automobilistiche e in Russia cominciano ad entrare anche i produttori cinesi, mentre si prevede un forte sviluppo di produzione locale di marchi stranieri.

INDIA - l’industria dell’automobile occupa già oggi direttamente 450.000 addetti. Le prospettive di sviluppo del mercato sono di indubbio interesse per la stabilità dell’economia, per lo svilupparsi di una classe media che raggiunge livelli di reddito abbastanza elevati, per un crescente processo di urbanizzazione. A questi elementi si aggiunge poi l’inizio della diffusione della seconda auto nelle aree urbane, la crescente disponibilità di credito al consumo a basso costo e il fatto che è iniziato un processo di graduale passaggio dalle due alle quattro ruote. Le prospettive più interessanti riguardano il settore delle auto piccole, ma buone possibilità esistono pure per le vetture di livello superiore.

CINA - la produzione di autovetture si sta sviluppando con tassi molto elevati. Per quanto riguarda le auto vendute, la Cina ha superato già la Germania e sta insidiando il secondo posto del Giappone. Dopo cinque anni di grande crescita delle vendite anche l’atteggiamento dei consumatori si sta modificando. L’autovettura non è più considerata uno status symbol, ma comincia sempre più ad essere concepita come un’insostituibile mezzo di trasporto.

L’emergere dei nuovi mercati per il settore automobilistico sta determinando importanti conseguenze. Fino al 2000 i mercati di gran lunga più importanti erano quelli già motoristicamente avanzati in cui la domanda di sostituzione aveva (ed ha anche oggi) un ruolo determinante. Le politiche dell’industria puntavano ad accelerare il tasso di rinnovo del parco circolante, mentre i paesi emergenti continuavano ad essere considerati delle opportunità interessanti in un futuro non ben definibile.

Dopo il 2000 l’atteso decollo per alcuni di questi paesi è finalmente arrivato facendo emergere l’esigenza di un poderoso impegno dell’industria mondiale per rispondere ad una potenzialmente straordinaria domanda di prima motorizzazione in un quadro in cui resta importante anche la domanda di sostituzione dei paesi a motorizzazione avanzata. Questa nuova situazione ha ovviamente un impatto molto forte sulle scelte produttive e sulle politiche distributive del settore dell’auto. Così se nel 1995 i paesi motoristicamente avanzati (USA, Giappone, Europa Occidentale) assorbivano il 76% delle vendite mondiali di auto, nel 2000 la percentuale scendeva al 75%, nel 2005 è giunta al 64%. Nel 2010 si potrebbe attestare al 58%. Dal punto di vista della produzione di evidenza un trend analogo. La quota dei paesi motoristicamente avanzati è in forte calo, scendendo dall’80% del 1995, al 75% nel 2000, al 64% nel 2005. Anche in questo caso è probabile che continui a scendere fino al 57% nel 2010.

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