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Formazione: un obiettivo strategico

25/02/2010

Formazione: un obiettivo strategico

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Molte realtà imprenditoriali, supportate anche dai propri governi, stanno investendo in formazione, credendo nella strategicità di questo ambito di investimento. E' questo, ad esempio, il caso del  Qatar dove si assiste all'apertura di numerose nuove università, principalmente americane come Cornlee Mellon, Georgetown e Virginia Commonwealthe Nothwestern).

"Siamo tutti convinti che le formazione eccellente sia la pietra angolare sulla quale poggiare il nostro sviluppo,  e che la qualità del capitale umano debba essere la nostra priorità strategica d'ora in avanti" commenta l'Emiro del Qatar.

Altrove gli fa eco il guru indiano del management C.K. Prahaland che prefigura come dovrebbe presentarsi un'organizzazione aziendale di tipo moderno: "a me piace parlare di organizzazione "velcro" e con questo intendo un tipo di struttura che si forma e si disfa in base alle contingenze del business. Ogni posizione all'interno dell'azienda nasce per portare q termine un progetto e poi, raggiunto l'obiettivo scompare".

Avere personale adeguatamente formato significa avere risorse umane preparate e con le skills necessarie ad affrontare un contesto imprenditoriale ed economico in continua evoluzione, rispondere in tempi rapidi all'evoluzione dei mercati, trovare una possibile via d'uscita in tempo di crisi.

"La principale sfida dei nostri giorni - secondo Gary  Hamel, coautore insieme a Prahaland del bestseller competing for the future - è data dal fatto che in un mercato aperto le idee creative possono arrivare da chiunque e da qualunque parte, questo crea una crescente concorrenza anche in ambiti in cui prima non c'era".

Che fare quindi? Nella fase attuale, denominata di creativi economy non è più possibile fermarsi. Nella ricerca, nell'innovazione, nella formazione. Perché un vantaggio competitivo tende ad essere azzerato in tempo molto più brevi che in passato. Creare valore è possibile solo investendo nelle risorse umane e nei talenti. Attraverso continua formazione e valorizzazione del capitale umano.

E l'Italia come reagisce rispetto alla crisi? Quale l'importanza viene attribuita dalle autorità e dalle imprese made in Italy alla formazione?

Il nostro Paese, purtroppo, sembra andare in tutt'altra direzione, come dimostrano i poco confortevoli numeri sugli investimenti e le risorse destinate alla formazione.

Verrebbe da chiedersi se non sia questo il momento per un'inversione di rotta che possa far recuperare terreno al made in Italy, che continua ad essere conosciuto ed apprezzato nel mondo, godendo forse di una fama che appartiene più ad un glorioso passato che al nostro presente.

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