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Cresce a doppia cifra l'export verso principali partner europei

10/11/2007

"Continua per il nono mese consecutivo la crescita dell’export italiano che ad aprile è aumentata del 14,8%. Questa crescita progressiva ha permesso di ridurre il deficit della nostra bilancia commerciale di oltre un terzo passando da 1,9 miliardi di euro a 1,3. E ciò che più colpisce è che il made in Italy cresce a doppia cifra verso i nostri principali partner commerciali: Spagna +19,5%, Germania +17,7%, Francia +13,6%, Regno Unito +10,6%".

E’ quanto afferma Emma Bonino, Ministro del Commercio Internazionale, commentando i dati istat relativi all’interscambio con i Paesi UE del mese di aprile. Va altresì rilevato che nel mese di aprile 2007 l’export è risultato ancora in crescita verso tutti i Paesi UE dell’Europa Centro Orientale consolidando una tendenza che si conferma anche per l’intero primo quadrimestre dell’anno.

Nei primi quattro mesi del 2007 l’export italiano ha messo a segno incrementi record verso Slovenia (+32,4%), Polonia (+30,5%) e Repubblica Ceca (+23,3%) per quanto riguarda i maggiori mercati, a cui si aggiunge un vero e proprio boom dell’interscambio con i Paesi Baltici: +42,7% l’export verso l’Estonia; +37% verso la Lettonia; +56,3% verso la Lituania.

"Un altro dato significativo - prosegue il Ministro Bonino - è che nei primi quattro mesi del 2007 il saldo commerciale italiano per i prodotti manufatti è risultato attivo per 12,9 miliardi di euro, in crescita di ben 2,9 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2006.

Questo dato, più di tutti gli altri, conferma la ripresa di competitività dell’industria italiana, che ha soprattutto nei prodotti tipici del "made in Italy" i suoi punti di forza". Per ciò che riguarda questi ultimi, va rilevato che nei primi 4 mesi del 2007 si è finalmente arrestata l’erosione dell’attivo del tessile-abbigliamento, che anzi è tornato a crescere sia pure di poco (2,9 miliardi di euro, +11 milioni), mentre è proseguita la crescita degli attivi delle pelli-calzature (2 miliardi, +176 milioni), dei prodotti della lavorazione dei minerali non metalliferi (1,9 miliardi, +87 milioni), dei mobili (2,3 miliardi, +205 milioni) e soprattutto delle macchine e degli apparecchi meccanici (14 miliardi, +1,2 miliardi).

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