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Buone le performances italiane in area extra europea

05/03/2008

Si parla spesso dell'Italia come di un Paese in declino. Eppure qualche numero positivo nella nostra economia c’è e lascia ben sperare. Marco Fortis, Docente di Economia industriale alla Cattolica di Milano racconta il sorpasso che l’Italia ha compiuto nelle esportazioni in ambito extraeuropeo su Francia e Regno Unito nel corso del 2007 e diffuso nei Quaderni della Fondazione Edison di cui Fortis è anche vicepresidente.

L’Italia, seconda solo alla Germania, tra gennaio e settembre 2007 ha superato gli altri due paesi europei nelle vendite in aree extra-comunitarie. Le vendite, in queste aree, sono cresciute di oltre il 10%, portando il nostro giro d’affari a 104,7 miliardi di euro, contro i 103,1 di Francia e i 98,9 del Regno Unito. Prendiamo ad esempio uno dei comparti più noti del “made in Italy” ed uno dei principali settori dell’economia nazionale, la moda. Le esportazioni di tessuti, occhiali, abiti, borse e cinture nelle aree extra europee valgono 15 miliardi di euro, quasi il doppio di quanto raggiungono le vendite nella stessa area l’elettronica ed i computer britannici e gli aerei, i treni e le navi francesi.

A trainare le esportazioni italiane sono assai spesso realtà imprenditoriali medio-piccole, aziende che rafforzano il loro ruolo internazionale puntando sulla strategia del network e sul rafforzamento dei legami all’interno dei loro distretti industriali. Accanto a queste piccole imprese ci sono anche realtà più grandi e consolidate. E’ il caso ad esempio della Caleffi che si è imposta nel settore della produzione di valvole per impianti idro-termo sanitari, azienda di medie dimensioni che l’ultimo rapporto Mediobanca annovera tra le aziende di medie dimensioni italiane più redditizie. Non si possono non menzionare anche la Giacomini che opera nel settore valvolame o la Fincantieri nel settore della cantieristica navale. E ancora tutte le aziende che in Cina stanno esportando le betoniere "made in Italy" molto apprezzate anche in Russia.

Fiore all’occhiello della produzione italiana, il comparto delle macchine industriali, sfiora i 23,5 miliardi di euro nelle esportazioni in area extraeuropea, superando il chimico-farmaceutico francese (18,2 miliardi di euro) e quello britannico (12,3 miliardi di euro). Ad avvalorare la tesi della grande dinamicità delle esportazioni italiane vi sono anche altri elementi. L'Italia risulta in testa alla classifica dei Paesi nelle vendite di bottiglie negli Usa. Un primato che il nostro Paese ha raggiunto, superando la Francia, Paese che ha a lungo detenuto il primato con champagne e bordeaux. Nel complesso l’alimentari ed i vini rappresentano la quarta voce di export francese, comparto che l’Italia supera con mobili, rubinetti, marmi e piastrelle.

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