Cerca

libro

titolo: Change&Coach®. Un approccio integrato all'eccellenza organizzativa

I nostri Partners

  • Ius&Web Informazione Giuridica
  • Weblegal - consulenza legale
  • IIM
  • Business World
  • Francoangeli
  • Scint
  • Temporary Management
  • Mercatoglobale
  • Elleccere
  • Morelli & Lippolis
  • mito4
  • Mymarketingnet

Torna l'ottimismo nel comparto della meccanica strumentale

04/04/2011

Una recente indagine congiunturale condotta dal Centro Studi Federmeccanica segnala che la meccanica strumentale italiana sta tornando a crescere. E le prospettive per gli imprenditori intervistati durante l’indagine sono positive.

Il 29% degli intervistati, infatti, prevede una crescita, mentre per il 71% si tratterà di una stabilizzazione degli ordini. Molto positiva è l’assenza di risposte che indicano, al contrario, dei cali attesi. Questo significa che ci si aspettano ordini sia dal mercato estero, che svolge èun indiscusso ruolo trainante, che interno.

Ci si sente vicini, insomma, alla svolta: Alfredo Mariotti, Segretario generale Federmeccanica, conferma che da mesi è in atto un progressivo miglioramento. Gli ordini esteri per l’86% degli intervistati dovrebbero aumentare, mentre per il 14% potrebbero risultare in linea con quelli attuali. Nessuno, dato altrettanto positivo, dichiara di attendersi dei cali.

La ripresa arriva dopo soli 10 mesi di sofferenza: il 30 marzo 2010 gli imprenditori iil 50% degli intervistati indicava ordini bassi. L'aumento, al contrario, era segnalato da un risicato 10%. Il segreto del successo del comparto sta nelle strategie adottate, in particolare l'impegno nelle relazioni commerciali con l’estero: “la Cina – spiega Mariotticon quasi 709 milioni di export è oggi il nostro mercato estero più importante”. In questo Paese la crescita italiana è stata del 47%. Non male i risultati raggiunti anche in altri mercati esteri strategicii, perché in fase di  grande espansione: +69,8% in Brasile e +53% in India, +24,6% in Turchia e +54,8% in Iran. Tra i primi 10 mercati italiani, tra l’altro, ben 4 sono in rapido sviluppo, ovvero Cina, Russia, Brasile e Turchia.

Le performances italiane sui mercati esteri più vicini evidenziano, invece, un calo che si può interpretare come una sostanziale tenuta: -5,7% in Germania, -4,6% in Francia, -5,9% negli USA. All’interno del comparto si evidenzia l’UCIMU, l’associazione dei produttori delle macchine utensili, che rappresenta il segmento più rilevante in termini di valore di export (4 miliardi di export). Per i produttori di questo segmento in genere la ripresa li coinvolge solo per ultimi. Perché, chiarisce Giancarlo Losma, Presidente dell’UCIMU, “le nostre sono macchine complesse. Ci vuole tempo per costruirle”. L’indagine congiunturale dell’8 febbraio Federmeccanica, infine, indica che il 61% delle imprese stima un incremento degli ordini esteri, contro il 55% di due mesi prima. E la crescita, anche per questo segmento, dovrebbe essere trainata dai mercati emergenti sui quali gli italiani stanno investendo. Mercati che accolgono positivamente la proposta made in Italy di prodotti realizzati su misura delle esigenze dei clienti.

[vai all'archivio]

I commenti degli utenti

Non ci sono commenti.

[lascia un commento]

Leggi anche:

Nome (*)
Email (*)

Oggetto (*)
Commento (*)

Codice invio (*)

* campi obbligatori. L'email non verrà pubblicata.

E-mail del destinatario:



Il tuo nome:

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});