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La stretta creditizia per le imprese cíè per davvero?

15/02/2011

La stretta creditizia per le imprese cíè per davvero?

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Le problematiche finanziarie in questo momento di crisi preoccupano non poco le imprese, messe a dura prova dai ritardi nei pagamenti dei propri fornitori e dalla stretta creditizia messa in atto dalle banche.

La crisi economica ha determinato, infatti, per molte imprese un calo, anche sostanziale, dei fatturati ed una forte contrazione dei margini. Indicatori, questi, che hanno fatto crescere la percezione di rischiosità negli istituti bancari che, attraverso la concessione di prestiti e finanziamenti possono dare iniezione di capitali ne breve e lungo periodo alle imprese per sostenere i loro investimenti.

Le banche, proprio nel pieno della crisi, hanno adottato politiche più restrittive che hanno portato alla concessione di molti meno prestiti alle imprese rispetto a quelle che ne hanno fatto richiesta. Ad essere più penalizzate nel rapporto con le banche sono le aziende più piccole. Le richieste delle PMI di prestito hanno spesso avuto esito negativo, impedendo loro di beneficiare anche del ribasso dei tassi di interesse che si è registrato in questi ultimi tempi.

A ridurre ulteriormente le speranze di ottenere un finanziamento è stata anche l’introduzione recente del rating, il giudizio sul merito di credito introdotto con gli accordi di Basilea. Questo indicatore numerico si basa solo sui numeri, non prendendo in esame, dai come la qualità della clientela o della capacità dell’imprenditore. Così è accaduto che nel 2009 il 77% delle PMI ha ricevuto almeno una parte dell’importo richiesto, mentre per il 12% la risposta è stata negativa (fonte: BCE – "Prima Edizione del Rapporto sull’Accesso al Credito delle PMI dell’Eurozona”)

Il periodo peggiore si è registrato per le imprese tra febbraio e marzo 2009 quando ai lunghi tempi di attesa per ottenere i fidi si sono associati lunghi tempi di incasso dei crediti della Pubblica impresa.

Dopo un 2009 in forte calo, nel primo semestre 2010, la domanda di finanziamenti richiesti dalle imprese è tornata a salire (fonte: indagine sulle economie regionali Bankitalia), con prospettive di rafforzamento del trend anche nei 6 mesi successivi. La richiesta è stata maggiore nel Nord Ovest e nel Mezzogiorno, probabilmente perché nel Centro Italia vi era stato un primo recupero già a fine 2009.

Oggi, il mondo bancario è ancora piuttosto prudente quando la richiesta di credito proviene dalle imprese più piccole, che strutturalmente sono in grado di offrire meno garanzie: “le banche sono diventate più severe, con il rischio di favorire le aziende che hanno meno bisogno di sostegno” precisa Fabio Camilletti direttore di Coopfidi.

La difficoltà nel rapporto è strettamente legato alla complessità delle procedure che richiedono tempo e risorse. Ad oggi, sono state introdotte sostanziali novità in termini di innovazione da parte delle banche che vanno proprio nella direzione delle riduzione dei costi e dei tempi a carico delle imprese, facendo crescere una nuova cultura telematica nel mondo imprenditoriale di cui già si colgono primi segnali positivi. Ma la strada è ancora lunga. E questo processo deve essere accompagnato, dal lato delle imprese, da una crescita culturale e tecnologica proprio nelle imprese, utilizzatori finali dei nuovi servizi telematici bancari.

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