Cerca

libro

titolo: Change&Coach®. Un approccio integrato all'eccellenza organizzativa

I nostri Partners

  • Ius&Web Informazione Giuridica
  • Weblegal - consulenza legale
  • IIM
  • Business World
  • Francoangeli
  • Scint
  • Temporary Management
  • Mercatoglobale
  • Elleccere
  • Morelli & Lippolis
  • mito4
  • Mymarketingnet

Trovare lavoro? Più difficile se si è giovani

21/10/2011

La disoccupazione giovanile nel 2009 ha raggiunto un livello record e resta ancora molto a causa della crisi e della ripresa troppo lenta del mercato del lavoro. I senza lavoro di età compresa tra 15 e 24 anni potrebbero scendere leggermente nel 2011 a quota 74,6 milioni (il 12,6%) dai 75,1 milioni del 2010 (il 12,7%), un trend insufficiente però a dare speranza ai giovani alla ricerca di lavoro.

E’ l’allarme lanciato dall'International labour office (Ilo), agenzia Onu con sede a Ginevra, in un recente rapporto in cui si fotografa un quadro preoccupante in cui tra il 2007 e il 2009 il tasso di disoccupazione è balzato dall'11,9% al 13%. Si tratta di una crescita senza precedenti che mette a rischio un’intera generazione, "segnata" da un pericoloso mix di alta disoccupazione, inattività e lavoro precario nei paesi sviluppati permane. Così come la possibilità che vi sia un numero alto di giovani lavoratori sotto la soglia della povertà residenti nei Paesi in via di sviluppo.

L’Italia non fa certo eccezione. Anzi la situazione nel nostro paese è peggiore rispetto ad altri Statio: "la probabilità di essere disoccupati per almeno un anno è 3 volte superiore per i giovani rispetto agli adulti" sottolinea l'istituto.

La percentuale dei senza lavoro in questa fascia d’età è passato dal 20,3% del 2007 al 27,8% nel 2010, la disoccupazione di lungo termine è al 12,2% (dall'8,1%), l'occupazione a tempo parziale al 21,5% (dal 16,7%) e la sottoccupazione in termini di tempo del 7,7% (dal 6,6%), indicatore quest'ultimo relativo a quanti accettano lavori a tempo parziale in mancanza di altro.

Che significano questi numeri? Innanzitutto, secondo l'Ilo, che la generazione che sta entrando nel mondo del lavoro dopo la grande recessione vivrà il disagio della disoccupazione o della sottoccupazione, con tutti i rischi sociali inerenti, ed anche "possibili conseguenze di lungo periodo in termini di salari più bassi e sfiducia nel sistema economico e politico".

C’è quindi il rischio di una frustrazione collettiva tra i giovani, sfociata per altro in manifestazioni di protesta più volte scoppiate non solo nel medio oriente, ma anche in Europa con il movimento dei 'los indignados' che partito in Spagna si sta propagando in tutto il mondo. Proteste pacifiche contro la disoccupazione giovanile, salita a un incredibile 41,6% e per contrastare lo sconforto giovanile.

Trovare un lavoro, anche precario, sta diventando così complicato che molti giovani ne stanno persino abbandonando la ricerca: nei 56 paesi con statistiche comparabili nel 2010 c'erano 2,6 milioni di giovani in meno sul mercato del lavoro rispetto ai trend prevedibili.

C’è sicuramente bisogno di una maggiore attenzione e solidarietà nei confronti dei giovani che si possono concretizzare secondo l’ILO in forme di “forte sostegno ai giovani, con l'espansione del sistema di protezione sociale, investimenti di lungo termine nell'istruzione e nella formazione, agevolazioni per le assunzioni e investimenti ad alta occupazione".

Interventi complicati in un momento in cui gli stati denunciano l’assenza di risorse nei bilanci pubblici. Ma che vanno pensati “anche dal settore privato, da sindacati e imprenditori” per evitare di trovarci domani di fronte ad una "una generazione perduta".

[vai all'archivio]

I commenti degli utenti

Non ci sono commenti.

[lascia un commento]

Leggi anche:

Nome (*)
Email (*)

Oggetto (*)
Commento (*)

Codice invio (*)

* campi obbligatori. L'email non verrà pubblicata.

E-mail del destinatario:



Il tuo nome:

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});