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In 10 anni il potere d'acquisto in Italia è sceso del 40%

13/09/2011

La pizza base, quella margherita, ha subito un incremento di prezzo del +93,5%; il tramezzino consumato al bar è cresciuto del +192,2%, il cono gelato di +159,7%, la penna a sfera del +207,7%.

Sono solamente alcuni dei beni e servizi di largo consumo che hanno subito incrementi da capogiro, nell’ultimo decennio, ovvero da poco prima che entrasse in vigore l’euro e l’Italia abbandonasse la sua storica moneta, la lira. Complessivamente gli aumenti medi in questo arco temporale sono stati del 53,7%. Un trend che ha eroso potere d’acquisto alle famiglie italiane del 39,7%.

A lanciare l’allarme su questa situazione è il Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (Casper), che riunisce le associazioni Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Unione nazionale consumatori. E invitano tutti i consumatori a partecipare alla protesta in piazza che si terrà il prossimo 15 settembre assieme ad altre associazioni per far sentire la voce delle "famiglie massacrate, impoverite dal carovita".

Anche perché la situzione è destinata a peggiorare alla luce degli ultimi provvedimenti messi in campo dal Governo: "l'ondata non è finita - afferma il Casper - perchè il recente scatto dell'aliquota Iva dal 20 al 21% deciso dal governo produrrà un ulteriore incremento dei listini al dettaglio".

L’analisi dei prezzi è stata realizzata dal Comitato prendendo in esame un paniere di 100 voci, includendo sia beni che servizi per un arco temporale standard, dal settembre 2001 fino ai nostri giorni.

Nel dossier finale i risultati emersi sono secondo le 4 sigle, "sbalorditivi". I rincari, infatti, "sono sempre a due cifre e raggiungono una media del 53,7%, tenuta alta da prodotti i cui prezzi sono letteralmente schizzati (come il cono gelato, la penna a sfera, il tramezzino al bar, i biscotti, la lavanderia, il caffè o il supplì)" spiega il Casper.

Vi è poi tutta una serie di beni e servizi che hanno registrato un raddoppio (o quasi) dei prezzi: dalla pizza Margherita ai jeans, dalla giocata minima del Lotto ai pomodori pelati, al biglietto dell'autobus a Milano. E sono raddoppiati anche "il balzello da pagare al parcheggiatore abusivo e la mancia al ristorante", aggiunge il Comitato.

Nella situazione attuale italiana, caratterizzata da un continuo calo dei consumi, anche dei beni alimentari, che segnalano in maniera forte le difficoltà in cui versano le famiglie italiane, forse bisognerebbe riflettere maggiormente sulle cause che stanno costringendo le famiglie a tagliare i propri consumi. All’aumento, talvolta anche all'esplosione, dei prezzi che si è registrato negli ultimi 10 anni non è corrisposto un analogo adeguamento di salari e stipendi. Che corrono molto, ma molto meno: viene quasi da chiedersi come sia possibile cje al Governo pensino di  rilanciare se nessuno pensa a ritoccare al rialzo le retribuzioni che per molti mestieri vedono l'Italia molto più in Basso rispetto all'Europa più avanzata.

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