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Saldo in attivo per le imprese nel secondo trimestre 2011

27/07/2011

Qualche segnale positivo e qualche campanello di allarme per il tessuto imprenditoriale italiano giunge dalla rilevazione sulla nati-mortalità delle imprese italiane, realizzata attraverso Movimprese, la rilevazione trimestrale condotta per Unioncamere da InfoCamere.

Nel secondo trimestre 2011, il bilancio demografico segnala iscrizioni in linea (-0,6%) con lo stesso periodo del 2010 (complessivamente circa 107mila unità) e cessazioni (circa 67 mila unità) in rilevante calo (-12,6%).

Il saldo tra aprile e giugno 2011 è quindi positivo per 38.959 unità, un valore inferiore a quello del 2010, ma superiore a quello registrato nel 2009 e 2008.

Il 18,7% dell’incremento della base imprenditoriale rilevato (poco più di 7mila unità) si è ottenuto grazie al lento ma continuo recupero delle imprese artigiane che, rispetto al corrispondente trimestre del 2010, sono cresciute, seppur lievemente, in termini di iscrizioni e ridotte sensibilmente nel numero di cessazione.

“L’Italia è in un passaggio stretto e difficile e ciascuno deve dare il proprio contributo di positività per superarlo. Le forze imprenditoriali stanno facendo la loro parte, dimostrando di credere nel mercato e accettando le sue sfide, nonostante i tanti ostacoli che frenano chi vuole fare impresa” commenta i dati Movimprese il Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello.

DINAMICHE PER FORMA GIURIDICA  (visualizza i dati) – in linea generale, i dati Movimprese, segnalano un progressivo spostamento del sistema imprenditoriale italiano dalla Ditta Individuale, a quella societaria, ovvero da una forma giuridica più semplice ad una più complessa. Una tendenza che sta portando al calo del ruolo delle Società di persone e ad una contestuale crescita costante delle Società di capitali e, in maniera meno marcata, anche delle “Altre forme” giuridiche (cooperative, Società consortili, consorzi, raggruppamenti temporanei di impresa, eccetera). Le Ditte individuali rappresentano circa il 55% di tutte le imprese italiane, mentre il completamento a 100 è determinato dalle forme societarie.

DINAMICHE TERRITORIALI (visualizza i dati) In termini di localizzazione delle imprese, analizzando i dati del saldo, emerge che il 33% (12.869 imprese) è localizzato nel Sud Italia e Isole, il 26,12% nel Nord Ovest, il 20,73% nel Centro Italia e il 20,12% nell’area del Nord Est.

DINAMICHE SETTORIALI (visualizza i dati) nell’ultimo trimestre si notano alcuni cambiamenti significativi. I 3 grandi settori tradizionali dell’economia (agricoltura, industria e commercio) che pesano per il 64,22% sul totale delle imprese registrate, sono responsabili solo del 40,75% del saldo complessivo. Al di là dell’incidenza della crisi che in alcuni settori si fa sentire in modo più acuto, i settori tradizionali del made in Italy, pur guadagnando in efficienza e capacità produttiva, stanno perdendo di peso sia in termini di struttura che di dinamismo demografico. Il saldo demografico positivo, infatti, è legato in misura tendenzialmente crescente dai rimanenti settori, alcuni dei quali cominciano a crescere, almeno in termini demografici, più rapidamente (settori che operano al servizio della produzione, o i settori di carattere sociale e culturale).

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