Cerca

libro

titolo: Change&Coach®. Un approccio integrato all'eccellenza organizzativa

I nostri Partners

  • Ius&Web Informazione Giuridica
  • Weblegal - consulenza legale
  • IIM
  • Business World
  • Francoangeli
  • Scint
  • Temporary Management
  • Mercatoglobale
  • Elleccere
  • Morelli & Lippolis
  • mito4
  • Mymarketingnet
Sei in: Home / Numeri e fatti
Scrivici Segnala Commenta

L’E-commerce è una cosa seria. Le sanzioni Antitrust

scritto da Rosvanna Lattarulo - r.lattarulo@e-development.it 07/01/2013

L’E-commerce è una cosa seria. Le sanzioni Antitrust

Articoli correlati

Carburanti, recupero crediti ed e-commerce: su queste tre importanti settori è intervenuta l’Antitrust (l’Autorità garante della concorrenza e del mercato) sul finire del 2012.

 

I provvedimenti emanati a tutela dei diritti dei consumatori, hanno teso a sanzionare alcune scorrette pratiche commerciali. In particolare nel settore del commercio elettronico, l’Antitrust è intervenuta su due siti di commercio elettronico che hanno seguito condotte riprorevoli nei confronti dei consumatori:

 

PRIVATE OUTLET: alle società che gestiscono il francese Private Outlet che offre abbigliamento firmato a prezzi scontati fino al 70% rispetto a quelli praticati nella normale distribuzione è stato inflitta una multa di 240 mila euro. Più volte denunciato dai consumatori per problemi in fase cdi vendita e postvendita (mancata consegna, non rispetto dei termini previsti durante l’acquisto, impossibilità di fare reclamo), il sito era già stato oscurato temporaneamente e successivamente sbloccato per consentire la gestione dei reclami da parte dei consumatori. All’origine dei reclami, un comportamento scorretto ed informazioni non veritiere nelle vendite sul web seguite dai gestori dei siti dei siti Private Outlet Srl e Private Outlet SaS:

- consegne di merce diversa da quella ordinata e mancata sostituzione dei prodotti non ordinati dai clienti

- consegne in tempi di gran lunga superiori a quelli indicati

- ostacoli all’esercizio di diritti contrattuali da parte dei consumatori

- difficoltà di contattare i fornitori del servizio

- irreperibilità di alcune merci: il sito propone prodotti in vendita ad un determinato prezzo, riforniti direttamente presso i produttori acquistando un numero limitato di capi. Chi vende sa bene di non poter soddisfare tutte le richieste di acquisto puntualmente pagate dai consumatori.

 

Il secondo provvedimento ha colpito il settore farmaceutico. E’ stata disposta la chiusura definitiva di un sito internet riconducibile alla figura di Alex Broek che commercializzava farmaci online e fissata una sanzione pecuniaria di 200mila euro al suo titolare. Le prime proteste da parte dei consumatori avevano portato, nel giugno 2012, all’oscuramento del sito, accusato di pratica commerciale scorretta. In questo caso l’aggravante consiste nel fatto che i prodotti venduti online sono utilizzati per la salute umana. L’Italia, lo ricordiamo, ha una normativa molto stringente che vieta in qualunque modo di commercializzare i farmaci su Internet. Il sito in questione vendeva farmaci soggetti all’obbligo di prescrizione medica e la cui assunzione al di fuori del controllo medico può esporre anche a gravi rischi per la salute. L'Autorità rileva che oltre ''all'assenza dell'intermediazione di un farmacista, l'intestatario del sito faceva leva sul particolare disagio psicologico, sociale e relazionale in cui versano i soggetti afflitti da alcune specifiche patologie, convincendoli della non necessità di un appropriato controllo medico: persone affette da disturbi psicologi, obesità o impotenza preferivano cosi' acquistare on line, ritenendo meglio garantita la loro privacy ma mettendo a serio rischio la salute''. 



 

L’istruttoria a carico del professionista è stata avviata a seguito di una segnalazione congiunta pervenuta da parte dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) e dei NAS (Nuclei Antisofisticazioni e Sanità dell’Arma dei Carabinieri), nel quadro di una più ampia collaborazione con i Ministeri della Salute e dello Sviluppo Economico. Si chiudono così le prime 2 istruttorie in cui l'Autorità applica la normativa che consente di richiedere agli Internet Service Providers di impedire l'accesso ai siti web.

 

Due provvedimenti che nascono per tutelare chi compra online e punire chi opera in maniera scorretta, sprezzando le regole esistenti, facilitato anche dalla mancanza di un contatto fisico tra chi vende e chi compra. Il commercio elettronico è una cosa seria: chi si affaccia a questo mondo deve farlo nel rispetto delle regole esistenti, dei clienti e della loro fiducia.

 

Nella mia esperienza personale di consulente e-commerce, con esperienza pluriennale anche nel settore della vendita online di parafarmaci (www.farman.it ), posso confermare che gli operatori e-commerce vendono fiducia prima ancora che beni o servizi. Nessun cliente compra online se prima non ha raggiunto un adeguato livello di fiducia nei confronti del venditore.

 

Ben vengano dunque tutte le iniziative atte a sfavorire il proliferare di venditori truffaldini: sarebbe oltremodo penalizzante per tutto il settore se certe pratiche scorrette non venissero adeguatamente scoraggiate e sanzionate.

[vai all'archivio]

I commenti degli utenti

Non ci sono commenti.

[lascia un commento]

Leggi anche:

Nome (*)
Email (*)

Oggetto (*)
Commento (*)

Codice invio (*)

* campi obbligatori. L'email non verrà pubblicata.

E-mail del destinatario:



Il tuo nome:

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});