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Un turista straniero su due sceglie souvenir enogastronomici

30/08/2007

Il souvenir enogastronomico tipico del luogo di vacanza è il preferito dai turisti nazionali e stranieri che trascorrono le ferie estive in Italia. Secondo una recente ricerca condotta dall'Istituto Piepoli-Leonardo-Ice, a mantenere vivo il ricordo dell'Italia per quasi uno straniero su due (45%) sono cibo e vino Made in Italy mentre due italiani su tre al ritorno delle vacanze portano un prodotto alimentare tipico secondo un sondaggio on-line sul sito dell'organizzazione degli imprenditori agricoli.

Ad essere particolarmente attratti dalle specialità alimentari Made in Italy sono nell'ordine i cittadini svedesi (70%) e americani (58%); il più basso interesse si riscontra nei cinesi (31%) e russi (28%) che preferiscono, invece, i prodotti della moda. Dalla mozzarella di bufala in Campania al formaggio Asiago in Veneto, dal pecorino della Sardegna al prosciutto San Daniele nelle montagne del Friuli, dal vino Barolo del Piemonte alla Fontina in Valle d'Aosta, dal limoncello campano al Caciocavallo del Molise secondo la Coldiretti sono alcuni dei souvenir più richiesti dai turisti per portare un ricordo ''appetitoso'' dei luoghi di vacanza.

Un trend in rapido sviluppo favorito dal moltiplicarsi delle occasioni di valorizzazione dei prodotti locali nei principali luoghi di villeggiatura, primi fra tutti feste e sagre paesane, città del gusto e percorsi enogastronomici ad hoc.

La visita in Italia consente ai turisti stranieri di acquistare tali prodotti a prezzi convenienti, certamente inferiori ai prezzi applicati all’estero dove oltre al rischio di imbattersi in falsi ed imitazioni di minore qualità vi è una lievitazione dei prezzi al cliente finale, per effetto dei più onerosi costi di trasporto e di limitazioni quantitative e sanitarie all'export e dazi doganali che gravano sui prodotti alimentari tipici.

Basti qualche esempio per tutti. In Canada, secondo la Coldiretti, i prodotti esportati oltre i contingenti stabiliti sono gravati di dazi che per il formaggio Asiago sfiorano il 250%, in Giappone sono del 30% per i vini e del 35% per i formaggi, in Argentina c’è uno specifico dazio di un dollaro Usa per ogni litro di olio di oliva, in Brasile viene applicato un dazio del 40% sui vini liquorosi Made in Italy che in Egitto aumenta fino al 3.000% e interessa tutti i vini, secondo una recente indagine del Ministero degli Affari esteri.

Ecco che il viaggio in Italia da occasione di conoscenza delle bellezze nostrane può diventare anche una ghiotta occasione di business e risparmio per chi desidera acquistare prodotti alimentari tipici genuini e originali con un notevole risparmio economico.

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