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Politiche di Branding: quanto conta il colore nel business?

14/12/2009

La crisi sta cambiando molte abitudini di consumo e probabilmente sta avendo delle ripercussioni nella scelta dei colori corporate delle aziende e di prodotto. Attraverso il colore le aziende cercano di attrarre e convincere i potenziali clienti ad acquistare. E’ quindi fondamentale riuscire ad anticipare gusti e tendenze. Per adeguare la propria offerta e renderla sempre appealing.

Il processo che porta all’affermazione di nuovi gusti e tendenze a livello sociale, spesso ricalca lo stesso iter: nell’ambito della moda, stilisti e creativi, che in genere viaggiano 3-4 anni in anticipo presentano delle collezioni che tendono ad anticipare di anno in anno i gusti dominanti futuri.

Di qua spesso gli stessi colori vengono mutuati anche in altri settori: l’arredamento prima e, a ruota anche i prodotti di largo consumo. Un colore o una moda entra in questo modo nel gusto collettivo anche per decenni. Seguendo questo iter, ad esempio, si è giunti all’affermazione del fiorato, degli eccessi barocchi. E molto probabilmente sempre seguendo questo iter anche in futuro si affermeranno mode e trend. Ed è probabile che il bisogno di sobrietà e rispetto ambientale che iniziano a farsi largo nei consumatori stiano già determiando a scelte di branding nuove ed in rottura con il passato. Maria Grazia Longhi, titolare della società Demetra specializzata tendenze in tema di colore per conto di aziende come L'Oreal, Rinascente, Barilla “gli anni che stanno per venire sono gli anni chiari dei beige pergamena, del sabbia e del color ostrica. Sono già tre stagioni che la moda suggerisce questo cambiamento. Da una parte inconsciamente vogliamo distinguerci, dall'altra questa attrazione verso i colori chiari denuncia una direzione etica. I colori chiari indicano un rinnovato desiderio di sobrietà, di rigore, di natura. Gli anni Novanta rappresentano il canto del cigno del sessantotto. Dalle due Torri in poi fino al 2008 il senso di sicurezza ha cominciato a traballare e c'è un desiderio di pulizia, trasparenza, regole. Il consumatore ha inoltre meno soldi, se li spende è per evidenziare la sua unicità”.

Oggi torna a dominare il bianco: la Cinquecento ha puntato molto su questo colore, cercando di recuperare, con questo colore, anche il mondo vintage degli anni '50. Lanciata nel 2007, la vettura storica ha funzionato molto bene sul mercato, soprattutto nei colori pastello vintage. Non sono più in vendita i modelli nei pastelli colorati come il castoro, il ruggine e il blu avio. Tra i colori che hanno avuto successo anche il nero, che crea un effetto di dinamismo e aggressività.

“Fiat ha sempre tenuto moltissimo al colore – spiega Rossella Guasco, responsabile color e material style del centro stile Fiat –. Noi abbiamo auto dal dna molto diverso. Ecco perché sulle berline non lavoriamo su colori sgargianti primari ma sull'effetto cangiante. Sulle grandi lavoriamo sugli allumini sempre più fini, sui metalluri, sull'effetto metallo e sugli opachi. Ci sono poi brand come Lancia dove si investe di più sull'effetto moda con il bicolore, con tutte il melanzana, il lilla, il tortora”.

E ancora, sul bianco hanno puntato due colossi indiscussi del nostro tempo: Google e Apple. Il primo ha associato il bianco ad una strategia improntata alla semplificazione ed alla funzionalità, mentre il secondo ha utilizzato il bianco associando valori di innovazione e creatività. Una strada seguita di recente anche dal gruppo Natuzzi: "dietro a una palette colori c'è normalmente un'analisi del mondo moda e del costume – spiega Giancarlo Bosio, direttore creativo della Natuzzi –. Organizziamo degli incontri in azienda per i compratori in cui proponiamo i nuovi modelli con i nuovi colori. In base alle risposte che ci vengono date poi mettiamo sul mercato i modelli con i colori. Se un prodotto non piace non andrà in produzione. Il bianco ottico uscirà a Colonia per il 19 gennaio e avremo una prima risposta dal mercato".

Il colore è quindi un asset fondamentale per il successo sul mercato, soprattutto quando si ha a che fare con i beni di largo consumo: sugli scaffali di un supermercato sono posizionati tanti prodotti, molto simili tra loro. Il cliente ne deve scegliere uno soltanto. Ecco allora che un packaging semplice, chiaro e rassicurante, dominato dal bianco, può aiutare ad orientarsi nelle scelte. Il bianco è, inoltre, sinonimo di pulizia e trasparenza, valori fondamentali nel food.

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