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Pay per use: in arrivo nuovi modelli di utilizzo per le autovetture

10/06/2010

Il “pay per use” è un sistema di pagamento che si è diffuso soprattutto grazie al web. L’utilizzo di un bene e servizio viene concesso a fronte di un pagamento proporzionale all’utilizzo. Concettualmente è molto vicino al pay per click, formula che è molto utilizzata, ad esempio, nella realizzazione di campagne di comunicazione online.

Il vantaggio per il cliente è quello di non farsi carico dell’acquisto di un bene, ma semplicemente del costo per il suo utilizzo. Un metodo, questo, che complice la crisi economica in atto, potrebbe presto affermarsi anche nel settore automotive, fortemente penalizzato dalla contrazione dei consumi.

Proprio ispirandosi ai sistemi di pagamento già utilizzati dagli operatori di telefonia mobile, di recente la Peugeot ha lanciato in 4 città francesi un nuovo programma secondo cui il cliente acquista una carta ricaricabile, ottenendo dei punti da utilizzare per usufruire dei mezzi di trasporto.

Analogamente, il gruppo Daimler sta sperimentando in Germania ed in Texas un nuovo sistema “on demand” per le Smart: il cliente si registra ed ottiene una carta elettronica che consente di sbloccare l’autoveicolo e di utilizzarlo nel centro urbano secondo le sue esigenze, avendo poi la possibilità di lasciarlo parcheggiato in uno dei parcheggi pubblici a disposizione dopo aver completato i suoi spostamenti.

Grazie ad adeguati sistemi tecnologici, l’azienda che eroga il servizio è in grado di calcolare il percorso effettuato dal cliente e di emettere una fattura da inviare alla sua attenzione. Il costo a carico del cliente è di 19 centesimi al minuto, 11 euro circa all’ora e vanno a coprire i costi di carburante ed assicurazione.

Questa soluzione è molto comoda in caso di emergenza, ad esempio quando c’è uno sciopero cittadino o quando si è sorpresi da cattive condizioni meteo.

A testare nuovi possibili sviluppi del mercato in Danimarca e Giappone è anche Better Place, provider per le infrastrutture delle auto elettriche. L’azienda sta sperimentando un modello di pagamento basato non sul tempo, ma sulle distanze percorse dal cliente.

Non è ancora chiaro come e quanto il mercato accoglierà questi nuovi metodi di pagamento per le autovetture: il successo che questi hanno raggiunto nel settore della telefonia mobile potrebbero far presagire un successo ed un cambiamento culturale dell’approccio anche verso le autovetture. In ambito telefonico ai clienti di fascia alta viene proposto un canone che comprende il traffico telefonico ed una cessione in comodato d’uso di telefonini di fascia alta. Queste proposte potrebbero essere testate presto anche nel comparto auto motive. La generazione “Y”, quella dei giovani nati tra gli anni ’70 e ’90 tende a considerare il consumo una priorità rispetto alla proprietà: una propensione che potrebbe spalancare la strada nei confronti di questi nuovi modelli di consumo..

Anche in Italia si guarda con interesse a questi benchmark europei: Marco Mastretta, Direttore di ICS, Iniziativa Car Sharing, ammette che “in futuro potrebbero essere introdotti anche in Italia, in affiancamento al sistema oggi in uso, che consente di accedere al parco solo previa prenotazione e con l’impegno di riportare il mezzo nel parcheggio di prelievo”.

La sfida per gli operatori del settore è quella di riuscire a contenere i costi che questo nuovo sistema potrebbe a scaricare proprio su gli operatori del settore come ammette Lorenzo Bertuccio, direttore di Euromobility, associazione dei mobility manager.

“Il problema è dato principalmente dalla necessità di impiegare operatori per trasportare gli autoveicoli da un parcheggio all’altro, per evitare che alcuni restino sforniti, cosa che comporterebbe ulteriori costi, con ricadute sul prezzo degli abbonamenti.”

Del resto il car sharing funziona quando vi è un uso accorto dell’auto: i maggiori costi sono ammortizzati grazie ad un uso dell'auto limitato alla necessità. Perché queste proposte abbiano successo è fondamentale che avvenga un cambio culturale. Soprattutto in Italia, dove l'automobile conitnua ad essere molto usata, anche per compiere brevi percorsi.

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