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Acquisti multisensoriali nella distribuzione del futuro

27/01/2008

Nella grande distribuzione si stanno già pensando nuovi format che, con il supporto di una tecnologia sempre più avanzata, garantiranno ai consumatori esperienze di acquisto più rapide e rilassanti. E’ questo l’obiettivo su cui stanno investendo molte catene della grande distribuzione organizzata, per avere clienti sempre più soddisfatti. Ad acquirenti sempre più esigenti, che chiedono supporto e servizio efficiente durante i loro acquisti, gli operatori del settore intendono introdurre delle novità che agevoleranno gli acquisti: tra queste le etichette «parlanti», le bilance sonore che avvisano l’arrivo del turno, dei totem che diffondono aromi di spezie e casse ad infrarossi che individuano la merce nel carrello e preparano il conto.

Il supermercato in futuro si connoterà per la facilità degli acquisti, senza più code alle casse o stress da acquisti troppo faticosi. Tra 10 anni si prevede, ad esempio, che tutti i prodotti verranno dotati di un microchip che, funzionando con una tecnologia analoga a quella dei telefonini, consentiranno, ad esempio, attraverso un fascio di lettura di rilevarne la presenza nel carrello e di calcolare il conto dell'intera spesa.

Questa tecnologia a distanza, inoltre, secondo Claudio Scalise, direttore di Sg marketing agroalimentare e curatore del bolognese So Fresh Lab, consentirà di ridurre i tempi di attesa ai banchi assistiti da un operatore, come ad esempio quello di salumi e formaggi. Basterà che «il cliente che prende il bigliettino con il numero venga seguito da un software mentre gira per il negozio e avvisato quando è il suo turno grazie ad allarmi trasmessi dalle bilance o da altri strumenti». Un modo per risparmiarsi l'attesa e godersi la camminata, resa più gradevole dagli aromi diffusi da dispenser attivati al passaggio dei clienti: marini per il pesce, montani per la carne, e così via. Queste novità sono in parte già state introdotte nei Paesi in cui la distribuzione organizzata è all’avanguardia, come l'Inghilterra ed i Paesi del Nord Europa. Presto, c’è da attenderselo, l’esempio delle catene distributive straniere verrà seguito anche dagli operatori in Italia. Queste innovazioni consentiranno di coinvolgere sempre più il cliente durante gli acquisti, di stimolare emozioni e proiettarlo in un’esperienza multisensoriale, ad esempio attraverso l’immissione di odori differenti a seconda delle zone del negozio.

Si prevede, inoltre, l'individuazione di nuovi parametri per la collocazione delle merci sugli scaffali. I prodotti non saranno più distinti per categoria (es. carne, esce, formaggi) di appartenenza, ma associati in base alle modalità di cottura, grado di digeribilità o, nel caso della frutta, anche in base ai colori, ecc.

Il consumatore troverà sulle etichette le principali informazioni relative al prodotto: provenienza (con foto del produttore diffusa via monitor), tempi di cottura per valorizzare i sapori, quantità necessaria per persona, valori nutrizionali ma anche consigli su come cucinare un cibo o su quale vino abbinargli.

In questo moderno supermarket i prodotti avranno anche tempi di conservazione più lunghi, grazie all’introduzione di nuove confezioni: «è una tecnologia naturale - spiega Claudio Scalise - basata sul meccanismo di scambio di negozio. E ancora ossigeno tra esterno e interno e può allungare la vita di un prodotto dagli attuali tre giorni fino a dieci». Tutte le innovazioni puntano a conquistare clienti informati ed esigenti: a loro si offriranno informazioni e servizi che costituiscono leve fondamentali nelle scelte dei consumatori moderni (es. il risparmio di tempo).

«In futuro - spiega Guido Cristini dell'Università di Parma, direttore dell'Osservatorio sulla marca commerciale - il target della grande distribuzione sarà composto sempre di più da persone che lavorano, senza orari fissi». Ci sono Paesi in cui queste realtà commerciali sono già realtà. Negli Usa, ad esempio, “il 50% del consumo – racconta Cristini - è già di questo tipo e in Inghilterra nei grandi magazzini da anni all'ora di pranzo vengono rivoluzionati gli scaffali per catturare i lavoratori in pausa». Un supermercato intelligente che segue i consumatori: «il cliente medio - conclude Cristini - non sopporta di perdere tempo, per questo l'obiettivo è rendere più semplice l'offerta. Ma è anche una questione di spazio: oggi alcuni punti vendita raggiungono i tremila metri quadrati. Con dimensioni così essere chiari è una necessità».

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