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Cala il mercato pubblicitario. Bene internet

05/05/2011

Non è certo un periodo particolarmente brillante per gli investimenti in comunicazione: le difficoltà registrate nel mercato pubblicitario 2010 proseguono anche a gennaio e febbraio del 2011.

Il cumulato gennaio-febbraio 2011 dell’intero mercato pubblicitario registra un calo del -2,0% rispetto allo stesso periodo 2010.

I dati diffusi da Nielsen Italia, segnalano che, considerando pubblicità nazionale, locale e altre tipologie rilevate, il risultato complessivo è legato ai cali
- Molto pesanti registrati dalla stampa -7,4%: scesa a 276,4 milioni di euro rispetto ai 298,5 dello stesso periodo del 2010, particolarmente colpita dalla riduzione degli investimenti di settori strategici quali abbigliamento (-4,1%) e abitazione (-14,8%) che hanno influito sull’andamento del mezzo portandolo al -4,3% rispetto all’anno precedente.
- Modesti della televisione -0,5%: che ha registrato una perdita a 730,8 milioni di euro nel bimestre gennaio-febbraio 2011 contro i 734,5 mln dello stesso periodo un anno prima. Il rallentamento è legato soprattutto alla diminuzione degli investimenti di importanti aziende inserzioniste dei settori alimentari (-7,3%), telecomunicazioni (-8,5%) e farmaceutici/sanitari (-4,3%).
Positivi sono i risultati registrati invece da altri mezzi, soprattutto internet (+15,5%), ma anche radio (+1,0%) e direct mail (+2,1%).

Tra tutti i media internet resta il mezzo più dinamico e in evoluzione, passando a 49,2 milioni di euro dai 42,6 del 2010. L’ottima performance è legata principalmente dall’aumento di investimenti nei settori automobilistico (+13,5%), media/editoria (+15,6%), distribuzione (+211,8%) e tempo libero.

La radio ha messo a segno 58,5 milioni di euro contro i 57,9 dell’anno prima, grazie soprattutto al settore core dei questo media quello automobilistico (+10,9%). In lieve aumento il Direct mail è salito dai 77,1 milioni di euro del 2010 ai 78,7 milioni di euro sempre nel primo bimestre 2011.

Calano gli investimenti per cinema (-15,3%) e affissioni (-24,1%), mentre buoni risultati ottengono out of home tv (+4,0%) e cards (+1,0%), nonostante rimangano ancora marginali nel mercato pubblicitario italiano.

Settori top spender -
dal punto di vista settoriale per i primi due mesi dell’anno buoni risultati giungono da settori strategici come automobili e distribuzione. Il primo dopo la crescita moderata del 2010 registra in questo arco temporale un deciso aumento (+9,9%); il secondo, nonostante una variazione più bassa rispetto al 2010, cresce del +7,6%. Arrancano altri importanti settori quali alimentari e telecomunicazioni.

Nel 2011 il mercato pubblicitario parte sottotono anche guardando ai singoli settori merceologici: poco più della metà dei settori analizzati registra variazioni negative. Tra i primi 5 settori top spender spicca il risultato positivo in controtendenza del settore automobilistico (+9,9%) che tenta di reagire alle vendite negative con buoni livelli d’investimenti pubblicitari. Mentre risultano negativi i risultati per gli alimentari (-6,6%) e gli altri componenti del largo consumo (toiletries -2,9% e gestione casa -7,1%), eccezion fatta per le bevande/alcoolici che salgono del +13,0%. Tra i primi spender risultati poco brillanti riguardano anche le telecomunicazioni (-10,9%), nel 2010 già in difficile e media/editoria (-1,6%).

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